Angelo Peveri esce dal carcere, affidato ai servizi sociali

Trascorrerà la Pasqua a casa Angelo Peveri, l’imprenditore di Sarmato condannato a 4 anni e sei mesi per tentato omicidio nei confronto di un uomo che stava rubando nella sua ditta vicino a Borgonovo. Accolta la richiesta dei suoi avvocati

Angelo Peveri

E’ uscito dal carcere e trascorrerà la Pasqua in famiglia Angelo Peveri, 57 anni, l’imprenditore di Sarmato condannato, il 27 aprile del 2015, a 4 anni e sei mesi per tentato omicidio nei confronti di un romeno che stava cercando di rubare nell’azienda di Peveri vicino a Borgonovo. Il Tribunale di sorveglianza di Bologna ha accolto la richiesta di affidamento ai servizi sociali - una misura alternativa al carcere - chiesta dagli avvocati Fabio Leggi ed Ettore Maini. L’udienza si è svolta il 9 aprile in videoconferenza: i giudici a Bologna, Peveri e i suoi avvocati in carcere. La mattina del 10 aprile è arrivato l’ordine di scarcerazione. Insieme con Peveri, era stato condannato, a 4 Fabio Leggi-2anni e due mesi, anche il suo dipendente romeno Gheorge Botezatu. All’epoca, Peveri era difeso dall’avocato Paolo Fiori, mentre Botezatu dall’avvocato Mauro Pontini. Botezatu è uscito dal carcere un mese fa.

A far decidere i giudici per il cambio di misura cautelare è stato il modo in cui si è comportato Peveri in carcere, come ha spiegato Leggi: «Un comportamento ritenuto ineccepibile, attivo nel volontariato in carcere dove si occupava anche dell’orto. Ha sempre ricevuto valutazioni positive». L’imprenditore, ha raccontato l’avvocato, «ha accolto la bella notizia con soddisfazione, soprattutto perché avrebbe potuto tornare a vivere in famiglia».

Peveri potrà svolgere di nuovo il proprio lavoro, ma dovrà anche impegnarsi in un’attività di volontariato, in una struttura che deve essere individuata, e rispettare alcune prescrizioni. Per uscire dalla cella, Peveri avrebbe dovuto scontare un periodo in carcere che lo portasse sotto i 4 anni di reclusione, cosa che è avvenuta lo scorso agosto. I suoi legali si sono messi subito al lavoro, presentando la documentazione per richiedere l’affidamento in prova.

L’imprenditore entrò in cella il 19 febbraio 2019, dopo essersi presentato, lui e il suo collaboratore, ai suoi avvocati in seguito alla sentenza della Cassazione che confermò in toto la condanna di primo grado. La Suprema corte emise un giudizio molto duro: «Angelo maini ettore-2Peveri agì con modalità odiose, sparando da molto vicino in pieno petto alla vittima dopo averla percossa, e non merita le attenuanti perché animato dalla volontà non già di bloccare i ladri, ma di dar loro una lezione». Peveri, secondo le sentenze, sparò con un fucile, la notte del 6 ottobre 2011, ad alcuni ladri, ferendone gravemente uno (i tre romeni hanno dovuto rispondere di tentato furto e hanno patteggiato una pena di 10 mesi e 20 giorni).

Secondo l’avvocato Fiori, si trattò di un fatto accidentale senza la volontà di uccidere, ma il giudice Elena Stoppini condannò Peveri aumentando di un anno la pena rispetto ai 3 anni e sei mesi chiesti dal pubblico ministero Onella Chicca. La condanna venne poi confermata in Appello e in Cassazione.

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Il caso scatenò le reazioni politiche della Lega e il segretario Matteo Salvini si schierò subito a favore di Peveri sostenendo che si era trattato di legittima difesa. L’imprenditore era anche esasperato dai continui furti di gasolio che aveva subìto nel suo cantiere. Salvini, poi, incontrò Peveri in carcere il 23 febbraio del 2019 e parlò a lungo anche con i suoi figli.

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