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Polizia / Roncaglia

Anziano segregato, in carcere anche la moglie

Eseguita dalla polizia l’ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pm e disposta dal gip. Il figlio è alle Novate da qualche giorno. A piede libero rimane la suocera 78enne

A poche ore dall’interrogatorio di garanzia del figliastro alle Novate da qualche giorno, la polizia ha eseguito nel primo pomeriggio del 13 febbraio un'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip nei confronti della moglie dell’anziano trovato segregato in garage a Roncaglia. Per la donna, 59enne bulgara, quindi si aprono le porte del carcere. Fino ad oggi era indagata a piede libero con la madre. Tutti e tre sono accusati di sequestro di persona e maltrattamenti. 

Il 38enne durante l’interrogatorio di garanzia ha risposto a tutte le domande del gip Laura Pietrasanta e ha fornito la propria versione dei fatti, rispedendo al mittente le accuse: «Non lo abbiamo mai maltrattato né segregato né abbandonato». «Il mio assistito – spiega il suo legale Lorenza Dordoni – non comprende perché si trova in carcere ed è distrutto. Ha spiegato che insieme alla madre avevano cercato il modo per curarlo senza mai avere l’intenzione di umiliarlo con i mezzi e gli strumenti che avevano a diposizione, tentando di barcamenarsi con i turni di lavoro. Il 73enne è rimasto chiuso dentro solo quella mattina, quando avevano dovuto portare la suocera all’ospedale, altrimenti era costantemente accudito: la mattina del 9 febbraio per evitare che potesse farsi male sono stati chiusi a chiave sia la porta d'uscita sia quella comunicante con il piano terra dell'abitazione».

E proprio sul piccolo container spiega l'avvocato: «Il mio assistito ha raccontato che avevano creato quella stanzetta aggiuntiva per evitare che l'anziano - dopo l'ischemia e per le patologie di cui soffre - potesse cadere dalle scale che portano al primo piano dove ci sono bagno e una camera da letto. Addirittura la moglie dormiva da tempo sul divano al piano terra per poter essere vicino al marito per ogni esigenza» La difesa ha ribadito altresì che «non esiste il movente economico: madre e figlio lavorano, la nonna ha la sua pensione e non hanno bisogno di denaro. Esclusa anche la pista circa l’eredità: l’uomo sarebbe nullatenente, e la casa è di proprietà del 38enne e la madre ne ha l’usufrutto. Non hanno mai voluto umiliarlo, quest’estate hanno anche passato le vacanze insieme in Bulgaria». E ancora: «Ha precisato che quelle trovate non sono ciotole per cani ma semplicemente ciotole in metallo usate proprio per evitare che si potessero rompere qualora fossero cadute». Non è chiaro se la famiglia avesse mai chiesto aiuto ai servizi sociali o questi non siano intervenuti. 

Di diverso avviso la procura. L'anziano - su segnalazione al 113 di alcuni vicini - fu trovato dagli agenti chiuso in una "scatola" di lamiera pertinente al garage di due metri per tre chiusa da un chiavistello dall’esterno, riscaldata solo da una piccola stufetta elettrica, una brandina con lenzuola ricoperte da un freddo cellophane, a pochi passi un bagno senza lavandino. L'uomo si trova ricoverato in Geriatria a Fiorenzuola dove sta ricevendo le cure necessarie.

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