Cronaca Via Nino Bixio

Lombardia ed Emilia Romagna ancora unite: "Grande sfida vinta"

Inaugura il ponte di Po, alla presenza del ministro della Difesa La Russa. Le immagini, gli interventi

Dopo quel tremendo 30 aprile 2009, Lombardia ed Emilia Romagna sono di nuovo unite. Non da un traballante (seppur sicuro e avveniristico) ponte di barche, ma dal nuovo (vecchio?) viadotto sulla via Emilia, che sbuca a San Rocco. In mattinata c'è stata l'inagurazione in pompa magna dell'opera.

GAZEBO STIPATO - Dopo una fila sterminata di auto blu con relativi autisti - tutti intenti nell'utopico tentativo di togliere il ghiaccio dai paraurti - Anas ha installato, in mezzo al ponte sulla carreggiata, un mini gazebo bianco, dove si sono concentrati gli interventi delle autorità. Nel mezzo anche auto d'epoca, per rendere più "graziosa" l'inaugurazione agli occhi dei curiosi. Ogni evenienza era stata preventivata: a fronte di poche decine di posti a sedere, c'erano (quasi) centinaia di persone in piedi. Per intenderci: il vescovo Gianni Ambrosio è rimasto in piedi. La conferenza (qui il resoconto) si è svolta con una folla "pressata" nel corridoio.

"UNA GRANDE SFIDA VINTA" - Ma tant'è. Il presidente di Anas Pietro Ciucci ha concesso succulente intervite a SkyTg24 con, alle spalle, il modellino del ponte. "Sappiamo che la gente - dice - ha dovuto in questo tempo affrontare grosse difficoltà e ce ne scusiamo. Era una grande sfida tecnica che abbiamo vinto. Eravamo consapevoli che in queste cose qualcosa può sempre andare storto, ma abbiamo mantenuto l'impegno del 18 dicembre. All'inizio è vero, c'è stata qualche frizione con gli enti locali, ma poi ci siamo chiariti e abbiamo deciso tutto in sintonia, perfino il colore del viadotto. Ci scusiamo per il disagio, ma nessuno può prevedere il crollo di un ponte e sono eventi gravi che possono accadere".

"ITALIANI SEMPRE NEGATIVI" - Alla cerimonia non manca nessuno. Sindaci, assessori e consiglieri comunali, regionali, provinciali, di circoscrizione (sì, avete capito bene), tutti a prendersi una piccola parte di merito del viadotto. Si assiepano con occhio affamato vicino ai "potenti", stringono mani, danno del tu a chi hanno visto una sola volta nella vita. Nel novero dei potenti di certo c'è il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Che ringhia: "Gli italiani sono sempre autocritici; è stato fatto un ponte nuovo, ma c'è sempre l'"esaltazione" della cosa negativa, del fatto che fosse crollato eccetera. Nessuno lo poteva prevedere e lo poteva volere. L'importante è che si è data una risposta in tempi certi e rapidi: Anas ha mantenuto gli impegni e con il Governo c'è stata un'ampia collaborazione".

"UN ALTRO PONTE? ACCONTENTIAMOCI DI QUESTO" - Dello stesso avviso il ministro della Difesa Ignazio La Russa: "E' una grande giornata. Complimenti a chi ha costruito così rapidamente questo ponte. Questo significa che c'è la volontà di fare le cose, di superare le differenze politiche per il bene comune, si possono raggiungere grandi risultati. Anche mettersi attorno a un tavolo e ricostruire un ponte. Questo è il risultato della collaborazione tra le istituzioni". Una giornalista gli chiede se, da Roma, si sa qualcosa sulla costruzione di un altro ponte sul Po nel Piacentino, che "servirebbe come il pane". "Per oggi accontentiamoci di questo", sorride La Russa. E poi flash, applausi, risate, pacche sulle spalle. Fino all'immancabile buffet. Non preso d'assalto. Semplicemente divorato.

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