Arbitro aggredito, chiesta la condanna di sei calciatori

Sarmato, il pm chiede 3 mesi e 10 giorni per lesioni e minacce. La parte civile chiede il risarcimento per la “giacchetta nera”. La difesa: «Era lui ad avere un atteggiamento aggressivo e ha minacciato i giocatori». La sentenza in autunno

Immagine di repertorio

Hanno aggredito e minacciato l’arbitro, vanno condannati. Non è vero, è stato l’arbitro ad avere atteggiamenti aggressivi, quei sei ragazzi vanno assolti. Si è conclusa, il 18 maggio, con le richieste dell’accusa, della difesa e della parte civile l’ultima puntata del processo che vede opposti un arbitro della Figc e sei calciatori di una squadra di calcio a 5. Il giudice Ivan Borasi ha rinviato in autunno la lettura della sentenza, dopo eventuali repliche.

Il pubblico ministero Giulio Massara ha chiesto la condanna a tre mesi e giorni di tutti i calciatori, accusati di lesioni e minacce. I calciatori sono difesi dall’avvocato Ettore Maini, che ha chiesto l’assoluzione per tutti. L’arbitro, che si è costituito parte civile, è assistito dall’avvocato Leone Astrua, un ex arbitro già presidente della sezione Aia di Piacenza. Astrua ha chiesto la condanna degli imputati e un risarcimento danni di 6.200 euro. Secondo il pm, le testimonianze hanno dimostrato come l’arbitro, il 10 luglio 2012, nel campo della piscina di Sarmato, sarebbe stato aggredito al termine della gara. Alcuni dei testimoni, anche loro calciatori, hanno raccontato di aver visto l’arbitro spintonato, ma non picchiato.

L’avvocato Maini ha insistito su testimonianze contraddittorie e sull’atteggiamento dell’arbitro, che non sarebbe stato irreprensibile perché lui avrebbe minacciato più volte i calciatori e in campo avrebbe avuto atteggiamenti autoritari. I ragazzi, ha detto, non sono scappati, ma hanno chiamato i carabinieri di San Nicolò dopo che la giacchetta nera li aveva minacciati più volte con termini “vi uccido tutti” oppure “adesso chiamo i miei amici albanesi”. Ma l’arbitro, ha rincarato la difesa, non ha mai chiamato i carabinieri e ha atteso fino alla scadenza dei termini prima di denunciarli. Inoltre, l’arbitro era andato - alle 23 - al pronto soccorso, ma gli era stata diagnostica solo un’escoriazione. E nei giorni seguenti era andato ancora in ospedale, ma i medici non avevano trovato nulla. Insomma, secondo il difensore «l’arbitro è inattendibile».

Parere opposto, invece, per la parte civile. Astrua, all’inizio, ha sottolineato come siano in aumento le violenze contro gli arbitri. Poi ha sottolineato che tutte le testimonianze sono concordi e non è credibile dire che «l’arbitro si dava pugni in testa da solo» o si sarebbe strappato la maglia urlando e correndo per il campo. Anche se avesse arbitrato una pessima gara, resta il fatto che è stato colpito più volte da diverse persone.

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