Pertite, il comitato duro: "Faremo referendum". Reggi: "Mani legate"

Infuocato dibattito ieri sera a Tempo Reale. Il comitato vuole solo un parco alla Pertite: "Faremo referendum". Reggi: "Assurdo"

Un incontro di ping-pong. Posizioni differenti, troppo differenti per avere, a breve, un punto di convergenza. Da una parte il comitato per il Parco della Pertite (l'ex polveriera accando a via Emilia Pavese): negli accordi con il ministero della Difesa per le cessioni delle aree militari, il gruppo chiede che in quell'area sia fatta una cosa sola: un grande parco. Dall'altra il Comune, con il sindaco Reggi: progetto irrealizzabile - almeno in parte -, "l'esercito vuole accorparci uno stabilimento industriale".

IL DIBATTITO - E' questo il succo di un infuocato dibattito avvenuto ieri sera su Telelibertà, nel programma d'approfondimento Tempo Reale. Un Giovanni Palisto in versione Gordon Gekko ha giostrato la discussione-scontro tra Antonio Tagliaferri e Stefano Benedetti (Pertite), il presidente dell'Ordine degli architetti piacentino Benito Dodi e, appunto, il primo cittadino Roberto Reggi.

COSA FARANNO I MILITARI - E' il primo cittadino a dire che cosa il tavolo tecnico ha portato a decidere per l'area della Pertite: "Un quinto dell'area del centro storico è occupata dalle aree militari, e si vuole mantenere il polo produttivo, che potrebbe dare lavoro a oltre mille persone. Serve a tenere l'equilibrio economico-finanziario. Il ministero della Difesa ha deciso di accorpare il reggimento Pontieri nell'area ex Artale e il restante polo produttivo sarà messo dall'altra parte della strada (in via Emilia Pavese, la Pertite appunto, ndr), in modo da ottenere un unico stabilimento che possa fare risparmiare risorse". Qui entra in gioco l'azione di palazzo Mercanti: "Noi vorremmo limitare l'azione di occupazione della Pertite, abbiamo fatto una proposta di ridimensionamento per mantenere una buona parte di verde. Ma non ci è ancora pervenuta risposta".

"NON POSSIAMO PRENDERE DECISIONI IN CASA D'ALTRI" - Questo il sunto di anni di trattative. Il comitato per la Pertite non ci sta. Tagliaferri e Benedetti snocciolano leggi e commi su commi, evidenziando con forza come nelle decisioni "sia totalmente mancata la partecipazione dei cittadini". "Avete sbagliato nel metodo, la cittadinanza non è stata informata", controbattono. S'accende la discussione. Reggi replica dicendo che "sarebbe stato difficile parlare con ognuno dei 100mila abitanti", e che "i rappresentanti dei cittadini, il Consiglio comunale, hanno partecipato a ogni decisione". E inoltre, continua il primo cittadino, "abbiamo le mani legate: sono i militari i proprietari dell'area, non possiamo prendere decisioni in casa di altri".

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"SE ROMA NON RISPONDE TUTTO E' FERMO" - Due visioni contrapposte: per il comitato, o il Parco o nulla. Il Comune, "realisticamente", dice che "è impossibile": "Abbiamo lavorato e stiamo lavorando - rammenta Reggi - per mantenere nella Pertite una vasta area verde, ma non potrà essere comunque la totalità". Il sodalizio di Benedetti accende la linea "intransigente": "Chiederemo il referendum". Reggi sconsolato: "Questa discussione forse rimarrà solo tale, perchè finchè non avremo risposte dal ministero non si farà nulla. E il Governo in questo momento ha altro a cui pensare". Insomma, una partita da 100 milioni di euro e 740mila metri quadrati ancora congelata. Fino a che non arriverà qualche missiva da Roma.  

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