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Da sinistra: capitano Giancarmine Carusone, il colonnello Paolo Abrate, colonnello Alfredo Beveroni e il maggiore Lorenzo Provenzano

Da sinistra: capitano Giancarmine Carusone, il colonnello Paolo Abrate, colonnello Alfredo Beveroni e il maggiore Lorenzo Provenzano

Arma, il nuovo comandante provinciale: «Portiamo la divisa con orgoglio, ora guadagnare la fiducia»

Operativi i nuovi vertici dell'Arma piacentina: il colonnello Alfredo Beveroni (Reparto Operativo), il maggiore Lorenzo Provenzano (Nucleo Investigativo), il capitano Giancarmine Carusone (Compagnia Piacenza). Il comandante provinciale: «Affronteremo la quotidianità a testa alta»

«Il nostro sguardo è rivolto al futuro, alla cittadinanza e alle istituzioni nei confronti dei quali dedicheremo il nostro massimo impegno. Il primo obiettivo è quello di guadagnare la fiducia e ciò si fa giorno per giorno con impegno e passa attraverso la conoscenza e la vicinanza al territorio. Questa vicenda ci ha segnato molto ma sono onorato di poter lavorare a Piacenza, siamo orgogliosi di portare la divisa, non sarà facile ma affronteremo la quotidianità a testa alta in città e in provincia». A dirlo il nuovo comandante dell'Arma di Piacenza che ha incontrato la stampa con i nuovi vertici dei carabinieri che hanno sostituto coloro che sono stati trasferiti. Si tratta del colonnello Alfredo Beveroni che guida ora il Reparto Operativo, il capitano Giancarmine Carusone comandante della compagnia carabinieri Piacenza e il maggiore Lorenzo Provenzano ora al vertice del Nucleo Investigativo.  E sul numero degli arresti risponde: «Questi sono disciplinati dal codice di procedura penale, quando uno viola le norme previste deve essere arrestato, e così sarà perché viene minacciata la collettività. Non sono uno che guarda alla statistica però al verificarsi dell'evento chiederò un intervento adeguato e rispondente al quadro giuridico. Ai miei uomini chiederò il massimo impegno e aderenza al dettato normativo volto sia alla prevenzione sia alla repressione. Chi deve essere arrestato lo sarà». 

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