Asl-Inacqua, l'accordo sugli ambulatori a Baia del Re finisce in procura

Dopo l'esposto presentato dal poliambulatorio Galleana i carabinieri hanno interrogato i vertici Asl e si sono fatti consegnare tutta la documentazione che riguarda l'accordo

I carabinieri del nucleo investigativo tornano a indagare sulla pubblica amministrazione. Dopo il successo del caso Filosa e gli importanti sviluppi sul fotovoltaico che coivolgono anche l'ex assessore provinciale Davide Allegri (LN) ora nel mirino dei militari è finita l'Asl di Piacenza. Così ha riportato Cronaca in questi giorni.

ASL-INACQUA - In particolare l'attenzione della Procura è concentrata sul rapporto tra l'azienda sanitaria e la cooperativa Inacqua, che nella sua nuova sede a Baia del Re ha affittato all'Asl il primo piano. Da settembre infatti le attività professionali cosiddette 'intramoenia' ovvero il lavoro in libera professione dei medici ospedalieri, sono state trasferite negli ambulatori di Inacqua.

L'ESPOSTO - Contemporaneamente però la Sidoli srl, società che gestisce il poliambulatorio Galleana, aveva presentato un dettagliato esposto alla procura della Repubblica di Piacenza, infatti in questa struttura diversi medici dell'Asl svolgevano la loro attività 'intramoenia' in vari settori: oculistica, gastroenterologia, pneumologia, cardiologia e chirurgia plastica.

POLIAMBULATORIO GALLEANA - Questo almeno fin quando non è diventato effettivo l'accordo tra l'Asl e la coop del consigliere regionale del Pd Marco Carini. La Sidoli ritenendosi parte danneggiata ha invece deciso di scrivere alla magistratura per quanto posto unilateralmente in essere dall'Asl e chiede di verificare la regolarità di questo nuovo accordo.

GLI INTERROGATORI  - I carabinieri su delega della procura nei giorni scorsi si sono fatti consegnare una mole di incartamenti che riguardano questo accordo contattando direttamente il direttore generale dell'Asl Andrea Bianchi. Non solo ma almeno cinque dirigenti dell'azienda sanitaria piacentina sono stati ascoltati negli uffici di viale Beverora.

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Le risposte alle domande dei carabinieri sono ancora top secret, ma sembra che gli interrogatori abbiano riguardato anche i finanziamenti statali e regionali che l'Asl ha percepito negli ultimi anni per ristrutturare un'ala dell'ospedale vecchio di via Taverna creando un quindicina di ambulatori. Se questi spazi fossero o meno in qualche modo collegati alla normativa che regola l'attività 'intramoenia' dei medici ospedalieri sarà uno dei principali obiettivi di questa indagine.

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