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Da sinistra: Baldino, Toscani e Pagani

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Assistenza a domicilio per i malati terminali: nasce "Progetto Cure Palliative"

Martedì 12 gennaio è stata sottoscritta una convenzione per "Progetto Cure Palliative" la cui attività sarà rivolta al sostegno di pazienti fragili a prognosi limitata, con un bisogno crescente di assistenza nelle fasi finali della vita e alle loro famiglie

«"Progetto Cure Palliative" offrirà ai pazienti una scelta: metteremo il malato in condizione di trascorrere l'ultimo periodo della sua vita dove vuole». Queste le parole di Raffaella Bertè, responsabile dell'Unità Operativa di Cure Palliative, alla firma della convezione per l'avvio del progetto.  

Martedì 12 gennaio nei locali della Fondazione di Piacenza e Vigevano in via Sant'Eufemia è stata sottoscritta una convenzione per "Progetto Cure Palliative" la cui attività sarà rivolta al sostegno di pazienti fragili a prognosi limitata, con un bisogno crescente di assistenza nelle fasi finali della vita, e alle loro famiglie.

«I pazienti interessati – afferma Raffaella Bertè - saranno tutti quelli che verranno segnalati dai medici alla rete delle cure palliative: pazienti con bisogni complessi e malattie in fase avanzata. Pensiamo di poter seguire mediamente duecento pazienti a domicilio nel territorio piacentino. Le cure palliative operano in luoghi diversi: nell'hospice, nell'ospedale, nell’ambulatorio e a domicilio. Nel 2015 abbiamo avuto 730 richieste di attivazione della rete di cure palliative: di questi, 430 sono stati ricoverati nei due hospice, altri in ospedale e altri sono stati seguiti a domicilio anche se per ora questi ultimi sono stati pochi. Il progetto offrirà ai pazienti una scelta: chiederemo al malato dove vuole stare e lo metteremo in condizione di trascorrere l'ultimo periodo della sua vita dove vuole. Ricordiamoci che l'equipe delle cure palliative si occupa anche dei malati cronici».

La convenzione è stata firmata dalla fondazione di Piacenza e Vigevano, dall'Ausl e dall'Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Piacenza.

«Il ruolo della Fondazione – ha dichiarato il presidente Massimo Toscani – è quello di fornire un finanziamento di 120mila euro al progetto e di assemblare le forze in campo. Lo scopo dell'iniziativa è quello di assistere i malati e di permettere loro di stare dove vogliono: potranno scegliere se stare in hospice oppure a casa propria. Il paziente riceverà assistenza da parte di un medico specialista, un infermiere e uno psicologo. Tra un anno tireremo le somme e se vedremo che questa iniziativa ha portato effetti positivi, continueremo su questa strada».

«Il progetto – interviene Luca Baldino, direttore generale Ausl - che sarà operativo tra due o tre mesi, si rivolge ad una categoria di malati in fase terminale: vogliamo potenziare l’equipe di cure palliative. Per i pazienti poter scegliere di rimanere in casa è molto importante. Potranno usufruire dell'assistenza tutti gli utenti della provincia di Piacenza in quanto il progetto si muove a livello provinciale». 
«Mettere insieme le forze e le esperienze – sottolinea Augusto Pagani, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Piacenza - è indispensabile: ribadisco la disponibilità dell’Ordine di coinvolgere i medici nel progetto».

«Ci prenderemo cura del paziente come persona – dichiara il medico Giovanni Calza - e porteremo assistenza a tutte le sue esigenze».

«A Piacenza – dice il dottor Renato Zurla - si sta realizzando qualcosa di importante: altre volte ci abbiamo provato e non sempre ci siamo riusciti. È una grande occasione».

Da sinistra: Zurla, Calza, Baldino, Toscani, Pagani e Bertè-2

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