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Cronaca

Associazione Pendolari: «Il Comune non hai mai ascoltato le nostre richieste»

L'Associazione Pendolari scrive al sindaco e a due assessori per avere un incontro al più presto: «Rileviamo, a distanza di oltre un anno rispetto al vostro insediamento sugli scranni comunali, ed al recente rimpasto di Giunta con relativi nuovi incarichi e ridistribuzione delle deleghe, che nessuna delle nostre richieste è mai stata ascoltata»

L'Associazione Pendolari scrive una lettera al sindaco e agli assessori Luigi Rabuffi e Giorgio Cisini chiedendo loro un incontro sulle problematiche legate al pendolarismo piacentino: «Rileviamo, a distanza di oltre un anno rispetto al vostro insediamento sugli scranni comunali, ed al recente “ rimpasto “ di Giunta con relativi nuovi incarichi e ridistribuzione delle deleghe agli assessori, che nulla è stato fatto: nessuna delle nostre richieste, a suo tempo presentate per iscritto, è stata  evasa»

«Anzi, in contrasto con quanto auspicato e discusso nel corso dell’ultima riunione (scorso mese di novembre 2013) in data 14/01/2014, è stata reiterata, a firma di oscuro funzionario comunale,  l’ordinanza di rimozione formata delle biciclette in Piazzale Marconi - fanno sapere dall'Associazione - viene di nuovo inflitta una ferita rispetto a quella mobilità sostenibile che a parole viene pontificata, ma nei fatti rimane disattesa».

E ancora: «Ad aggravare tale decisione sono arrivate le dichiarazioni rilasciate ieri a mezzo stampa dal neo assessore Cisini, il quale dichiara di essere favorevole a tale provvedimento, che mantiene un divieto assurdo, unico nel suo genere in Italia. Constatiamo come il nostro auspicio, ovvero quello di scelte che si dissocino dalla scellerata gestione del rapporto con i pendolari attuato dalla precedente giunta, sia stato disatteso. Nel frattempo sono stati lì posizionati gli stalli per il bike sharing (senza tettoia) con relative biciclette, il che rispetto al tema dell’ordinanza, ci pare una colossale presa per i fondelli. Reiteriamo la richiesta che  vengano rimesse le rastrelliere, quantomeno ai lati del piazzale,  che non sono mai state e non saranno di ostacolo alla viabilità pedonale, e che da decenni erano presenti (tolte in modalità provvisoria, ci fu detto per bocca dell’allora assessore Brambati, per consentire i lavori di rifacimento del piazzale)».

E dichiarano: «Ricordiamo all’assessore Cisini, che evidentemente non frequenta come i pendolari la zona, che il problema del parcheggio selvaggio non ha mai riguardato le biciclette, bensì le autovetture, parcheggiate ovunque, di ostacolo continuo allo scorrere della viabilità, in danno dei mezzi pubblici. Oltre ad un disastroso rifacimento del piazzale (costato 1 milione di euro)  che ha drasticamente peggiorato la viabilità di un’area nevralgica della città. Tantomeno riteniamo che la presenza di biciclette ivi regolarmente posteggiate possa rappresentare mancanza di decoro od altro. Ricordiamo all’assessore, che evidentemente poco frequenta anche il centro storico, che nella millenaria piazza Cavalli, ove ogni centimetro di suolo è vincolato dalla Sovraintendenza, da decenni sono in bella mostra rastrelliere, saldamente ancorate alla pavimentazione. Lì vi è decoro ed alla stazione no?»

«La recente sparizione dell’unica rastrelliera coperta di prossimità (a Borgo Faxhall) rimossa con i lavori di asfaltatura della via, e non più riposizionata, ha aggravato ancor di più la carenza di spazi di sosta. Se la risposta fosse di nuovo l’utilizzo del capannone coperto a pagamento, oppure l’utilizzo di stalli assai lontani, come quelli scoperti di viale S. Ambrogio, ci vedremmo costretti, di nuovo, a ricorrere alle vie legali a tutela dei nostri diritti. Inoltre, non possiamo sottacere il silenzio con cui sono stati accettati passivamente i tagli al servizio ferroviario avvenuti con la sparizione delle corse tra Piacenza e Cremona, nonché lo spezzettamento della linea Bologna-Torino, ove i viaggiatori  piacentini, diretti verso il capoluogo piemontese,  dallo scorso 15 dicembre, sono costretti a sostare ed cambiare treno a Voghera, in quanto lì terminano le corse, che una volta raggiungevano invece direttamente Torino».

E concludono: «Rimangono inoltre irrisolti i gravi problemi dei due parcheggi auto di viale S. Ambrogio e di via dei Pisoni, nulla si sa della allocazione della nuova autostazione delle corriere, è da anni disatteso il protocollo d’intesa per l’uso della TAV, e da ultimo, permangono tutte le problematiche relative all’assenza di interconnessione degli orari dei mezzi pubblici di trasporto urbano ed extraurbano con gli arrivi e le partenze dei treni, specialmente in orario di traffico pendolare».

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