Associazione Pendolari: «Moretti? No, grazie»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Riceviamo e pubblichiamo una nota dell'Associazione Pendolari di Piacenza:

Apprendiamo dalla stampa locale, sempre attenta alle notizie che riguardano treni e similaria, che il prode “ ferroviere “ onorerà oggi della sua presenza la nostra amata citta’, ospite d’onore  ad un convegno (pardon, workshop !) organizzato dal Copra Volley per tutti i suoi sponsor, a Palazzo Galli. Tema, “ Le quattro frecce dello sport “

Ci sarebbe piaciuto essere presenti, per ascoltare le sue nobili parole in quanto relatore sull’argomento  “ Freccia Rossa : lo sport veicolo per comunicare “, ma ahimè non siamo stati invitati, non ne avevamo titolo alcuno. Non avremmo potuto comunque, noi pendolari, perchè , a meno di volere sprecare una mezza giornata di ferie, i collegamenti ferroviari da Milano in certi orari sono alquanto scarsini e saremmo arrivati fuori tempo massimo.

Con il dovuto rispetto e affetto (lo diciamo da tifosi) per il lavoro che il presidente Molinaroli ed il suo team hanno fatto in questi anni, portando stabilmente la Piacenza sportiva sul tetto d’Italia d’Europa, siamo preoccupati per lui, per una banalità : la presenza dell’ illustre invitato, dato l’orario del convegno.

Forse non tutti sanno che Piacenza non ha più un collegamento diretto con Roma se non con due treni, uno in andata alle 6,30 della mattina ed uno che arriva a tarda ora alla sera, quindi il suddetto sarebbe già dovuto arrivare ieri sera e qui dormire (pardon, riposare attivamente : i managers come lui abborrono la vile pennichella od altra attività del genere).

Di Frecciarossa, neanche a parlarne, da noi non passano, ci sfrecciano vicino, ma non fermano, se non in casi eccezionali ( suicidi che ostacolano la linea ad alta velocità o quisquilie similari).

A meno che il ferroviere di cui sopra non abbia deciso di sobbarcarsi un viaggio sulle tradotte (i famosi “frecciarotta“ a livrea “Ritarditalia") che 3 milioni di pendolari  quotidianamente utilizzano, costretti dall’assenza di alternativa.

Glielo consigliamo caldamente, a lui specialista della “toccata e fuga“ (non quella di Bach, ma delle visite lampo quale invitato, ad esempio, a matrimonio VIP locale).

Scoprirebbe un mondo, quello dei treni operati dalla società del gruppo pubblico (Ferrovie dello Stato Italiane, per essere precisi) di cui è amministratore delegato, lautamente remunerato con i soldi delle nostre tasse.

Forse tre treni regionali tra Roma, Firenze e Bologna lerci, senza controlleria, in ritardo per perdere la coincidenza, con bagni infrequentabili, magari senza riscaldamento, gli avrebbero fatto toccare con mano i problemini che il popolo bue sopporta ogni giorno e che lui costantemente nega, dando sempre la colpa agli altri, fino al terrorismo delle querele.

Invitiamo quindi gli amici giornalisti, sempre prodighi di attenzioni per noi peones della rotaia, a sottoporgli quei quesiti  sul degrado delle italiche ferrovie di cui sono stati narratori e testimoni, nelle svariate occasioni nelle quali hanno indossato la casacca del pendolare.

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