Assunto in nero al Kebab: nei guai il titolare

In nero e senza permesso di soggiorno, “impiegato” al Kebab vicino alla stazione. Lo hanno pizzicato gli agenti nel corso di controlli interforze nel quartiere Roma. Lui è stato espulso, il titolare del bar è nei guai con la legge

Aveva “assunto” in nero un connazionale clandestino e adesso passa i guai con la legge e con la polizia, il titolare di un bar – kebab del quartiere Roma, vicino alla stazione.

Lo hanno pizzicato gli agenti nel corso di un controllo interforze nella zona, coordinato da polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale. Il clandestino, un pakistano entrato irregolarmente nel nostro Paese, è stato accompagnato in questura e a suo carico è stato emesso un decreto di espulsione.

Non avendo un lavoro regolare, pur percependo reddito, non avrebbe potuto ottenere il permesso di soggiorno in Italia. Il titolare dell'esercizio commerciale, anche lui pakistano, rischia invece severe sanzioni e la chiusura temporanea del suo locale.
  L'impiegato è stato raggiunto da provvedimento di espulsione  

Durante gli stessi controlli in via Roma, è stato accompagnato a viale Malta per accertamenti, anche un cittadino macedone perchè girava in stato di ubriachezza molesta.

Continuano regolarmente i controlli delle forze dell'ordine nel quartiere a più alta concentrazione di cittadini stranieri, molti dei quali – come ha ribadito ieri il sindaco Reggi, perfettamente integrati. Il quartiere Roma, continua ad essere a centro di fatti di cronaca:  l'aggressione per futili motivi, avvenuta in un bar ai primi di febbraio, il cittadino rumeno che giovedì scorso ha picchiato gli agenti che lo avevano fermato, i controlli per il contrasto degli alloggi abusivi, fino all'episodio del bar -kebab.
  Coniugare sicurezza e solidarietà, su esempio di Piacenza  

Lungi dall'accusare inutilmente e dal fare di tutta l'erba un fascio, anche Reggi ieri al convegno nazionale dell'Anci in tema di sicurezza, ha sottolineato: servono norme “che affrontino i problemi esistenti, purchè rispettino i diritti di tutti i cittadini e siano convenienti dal punto di vista economico”.

“L'impostazione che deve prevalere – ha continuato Reggi - è quella che sa coniugare sicurezza e solidarietà, come insegna l'esperienza piacentina, dove si è integrato, grazie a una politica improntata al dialogo, il 14% di popolazione immigrata. Una cifra che sale, considerando la fascia dai 25 ai 34 anni, al 30%: significa che un cittadino su tre, tra i lavoratori, è straniero e contribuisce a costruire la ricchezza del territorio”.
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