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Attiva carte carburante e truffa trenta persone: a processo un 35enne

Approda in Tribunale la truffa delle carte carburanti. All'insaputa di una trentina di persone, un 35enne ha sottoscritto carte carburanti con i loro documenti, falsificato firme e dirottato la loro posta in un capannone abbandonato

Approda in Tribunale la truffa delle carte carburanti. All’insaputa di una trentina di persone, un 35enne ha sottoscritto carte carburanti con i loro documenti, falsificato firme e dirottato la loro posta, per non far conoscere cosa stesse accadendo, in un capannone abbandonato dove era stata collocata una cassetta postale. In due mesi, nel 2013, secondo le accuse della procura, avrebbe raccolto circa 10mila euro, dai conti correnti di diverse aziende di varie province.

Si è aperto nella mattinata del 1 aprile davanti al giudice Italo Ghitti, il processo nei confronti di E.C., accusato di truffa, sostituzione di persona, sottrazione di posta e falso. I primi testimoni sentiti sono stati un ispettore della Polizia postale che ha svolto le indagini e alcuni dei raggirati. L’uomo è difeso dall’avvocato Gianmarco Lupi. La polizia, dopo che sono arrivate le prime denunce da parte di aziende che, ignare, si erano viste addebitare i costi delle carte carburanti, ha cominciato a indagare. Partendo dal web, gli agenti sono arrivati al cellulare dell’uomo e quindi a lui. Lo hanno pedinato, fotografato e dopo un appostamento lo hanno fermato perquisendo la sua abitazione. In casa è stata trovata la documentazione per l’acquisto delle carte carburanti.

Agendo sul web C. avrebbe venduto le card. I potenziali clienti mandavano la documentazione, compresi i dati bancari, poi non sapevano più nulla. Con i dati acquisiti, l’uomo avrebbe comprato le carte reali di alcune compagnie (Total, Ies) riempiendo il serbatoio a Caorso, Fiorenzuola, Cortemaggiore. In genere, sono stati effettuati prelievi di benzina da 200/250 euro l’uno. I prelievi riscontrati dalla polizia sarebbero decine. Partono le denunce, quando arrivano i primi prelievi dai conti correnti delle imprese. Una delle vittime del presunto truffatore ha raccontato di aver scoperto dalla postina che avrebbe attivato il programma “Seguimi” delle Poste: si tratta di farsi arrivare la corrispondenza, a un altro indirizzo. La stessa donna è arrivata al capannone di via Carsoli scoprendo una struttura ricoperta dalla vegetazione. Attaccata al cancello, però, c’era una cassetta della posta. 

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