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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

«Attività di bracconaggio e non certo lavori di idraulica», condanna confermata al cacciatore notturno

La Corte di Cassazione ha confermato a un cacciatore la pena già stabilita nel novembre 2020 dal Tribunale di Piacenza per caccia in periodo e in zona vietati, omessa custodia di arma da fuoco e porto di armi da taglio senza giustificato motivo

«Attività di bracconaggio e non certo lavori di idraulica», la Cassazione conferma la condanna al cacciatore notturno nel Piacentino. A comunicarlo la Lega Abolizione Caccia con una nota. «Con sentenza 8086, depositata il 7 marzo scorso la Terza Sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato al bracconiere la pena già stabilita nel novembre 2020 dal Tribunale di Piacenza (2.500 euro di ammenda), per caccia in periodo di divieto, omessa custodia di arma da fuoco e porto di armi da taglio senza giustificato motivo».  La Suprema Corte  - si legge - è stata chiamata a riesaminare il caso del bracconiere che vagava in auto  di notte (ore 00:45) a fari spenti, dandosi alla fuga dopo il controllo delle forze dell'ordine ed abbandonando sul posto una carabina ed un machete da 54 centimetri». «La tesi difensiva che l’imputato avrebbe dovuto recarsi al poligono il giorno dopo, essendo munito anche di un machete ed un coltello allo scopo effettuare urgenti lavori di idraulica a casa del cognato, non è stata ritenuta meritevole di considerazione da parte della Cassazione, che oltre a confermare la condanna di primo grado ha altresì imposto il pagamento di ulteriori 3mila euro per spese di procedimento». 

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