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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca Rottofreno

«Auguriamoci di non stare male nelle ora di punta e di dover andare in ospedale»

Dura lettera di una residente di San Nicolò sulla chiusura del ponte di Trebbia: «Ma le amministrazioni cosa fanno? Mi sembra che per incrementare i servizi stiano "spremendo" solo le persone, solo i cittadini, solo i lavoratori. Insomma, ci dobbiamo arrangiare da soli»

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera di una residente di San Nicolò:

Sono una dei tanti residenti di San Nicolò che, immagino, in questi giorni si troverà a scrivervi. Stamattina sono passata per l'ultima volta prima dello stop sul ponte storico. Dopodiché via con la chiusura. Ci tengo a ringraziare le amministrazioni varie che si sono occupate della cosa e hanno bellamente "fatto finta" di interessarsi e dispiacersi. A cominciare dal carissimo sindaco Veneziani, che stamattina ha "presidiato le operazioni di chiusura".

Vorrei dirgli che poteva restare a casa, a quello ci pensano i vigili e le imprese! Ma forse voleva esserci per comunicare, come ha fatto, di "evitare le ore di punta". Beh, chiederemo tutti quanti ai nostri datori di lavoro di creare fasce orarie alternative, magari scaglionate, per iniziare e finire la giornata lavorativa. Del resto siamo nel 2017, ed è risultato impossibile realizzare un guado per permettere un passaggio alternativo. Certo, progettiamo ponti sullo stretto di Messina, creiamo il canale di Corinto e il tunnel sotto la Manica, ma un guado o un ponte costruito dal genio pontieri non è realizzabile.

Tante le risposte, che vanno dal "non c'era tempo" al "è troppo costoso". Sono almeno 2 anni che si parla di questa chiusura, ma mancavano il tempo e i soldi. E i quattrini che il Gigante e Raschiani hanno offerto, quelli non li abbiamo proprio considerati?
Usare la strategia della paura è una manovra subdola, il rischio crollo è reale, ma non mi è parso corretto nascondersi dietro a questo motivo per non creare un'alternativa. Questo abbiamo chiesto, un'alternativa, non abbiamo chiesto la "non chiusura".
Del resto le amministrazioni hanno fatto tanto, hanno creato manovre alternative.  Potenziati gli autobus, certo, ma sempre sul ponte Paladini devono passare. Potenziati i treni, poi una volta arrivato alla stazione ferroviaria di Piacenza fai l'autostop se lavori alle Mose. Fra l'altro abbonamenti gratis disponibili dal 7 giugno, a fronte della chiusura del 31 maggio. Perché Trenitalia deve avere il tempo di adeguare i sistemi. Idem come sopra, sono anni che si sa che il ponte chiude.

Autoinfermieristica a San Nicolò: ci mancherebbe, con due ospizi nel raggio di meno di 10 chilometri. Dimenticavo, l'azienda sanitaria per dare questo sevizio, non ha potenziato il personale, ha appesantito i turni a tutti gli infermieri e autisti del comparto 118.
Ambulanza a San Nicolò in h24 e ambulanza a Piacenza attiva 4 ore in più: Croce rossa e Anpas si reggono per la maggior parte sui volontari e pochi dipendenti. Volontari, alla carica, aumentiamo le ore. Qui vorrei fare una domanda, ma le amministrazioni cosa fanno? Mi sembra che per incrementare questi servizi stiano "spremendo" solo le persone, solo i cittadini, solo i lavoratori. Insomma, ci dobbiamo arrangiare da soli. Fra l'altro sarebbe interessante capire, una volta soccorso l'utente, come trasportarlo in ospedale se l'unica strada disponibile fosse bloccata. 

Moratoria concessa dalle banche per le aziende della zona industriale di Calendasco, concessa dalle banche, ma riguardo ad imu, tasi e affini? Pagare e sorridere immagino.  È stato chiesto un casello autostradale provvisorio che ci è stato negato, ma nessuno si è sognato di dire a società autostrade di scordarsi di chiudere l'autostrada e deviare il traffico sulle nostre strade. E dei nostri commercianti, non se ne parla? I benzinai, i baristi e tutti gli altri?

Alla fine di questa lettera mi sento di ringraziare tante persone. Ringrazio i cittadini, i volontari, gli autisti, gli infermieri, gli artigiani, cioè a tutti coloro che in questa situazione si daranno una mano. Onestamente però non ringrazio nessuna amministrazione, perché sinceramente non ci vedo niente per cui dover ringraziare. Del resto, abbiamo un ponte unico, nuovo ma unico, ma stiamo tranquilli, ad un'ora dalla chiusura del ponte storico è già successo un incidente e la strada ha funzionato a senso unico alternato. Auguriamoci di non stare male, e aver bisogno di arrivare in ospedale o meglio, cerchiamo di non star male nelle ora di punta e possibilmente a fasce orarie alternate e alternative.

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