Auto a prezzi di favore, versano l’anticipo ma dei veicoli nessuna traccia

Una decina di persone, tutte dell’Ecuador, sarebbero rimaste vittime di una truffa da 20mila euro. Accusate due donne, una piacentina e una ecuadoriana

Auto proposte a basso prezzo con la scusa che provenivano da fallimenti, versamento di un anticipo, ma delle vetture nessuna traccia. E’ arrivato in Tribunale il processo nei confronti di due donne accusate di truffa, una piacentina e una ecuadoriana, entrambe quarantenni. La piacentina ha numerosi precedenti penali per truffa, mentre la donna dell’Ecuador è incensurata. Le due donne sono difese dagli avvocati Luca Tosini e Paolo Ferroni. Nel mirino è finita la comunità ecuadoriana di Piacenza, con una decina di persone raggirate nel 2016. Il raggiro, secondo le accuse, avrebbe fruttato circa 20mila euro.

Davanti al giudice Ivan Borasi, pm Sara Macchetta, hanno deposto due  testimoni - che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Nicola Caiola - che hanno raccontato come fossero stati avvicinati da una loro connazionale che conosceva una piacentina: quest’ultima aveva la possibilità di far avere loro auto a un prezzo conveniente, per le più Fiat 500 ma anche furgoni commerciali. La piacentina, infatti, avrebbe raccontato di avere buoni contatti con ambienti milanesi, per riuscire ad avere veicoli provenienti da fallimenti. Stabilito un accordo, la piacentina avrebbe chiesto un anticipo per svolgere le prime pratiche. E le somme andavano da mille a 2.500 euro. Gli acquirenti avrebbero atteso per molto tempo, ma non avrebbero più saputo nulla dei veicoli. Alcuni di loro, però, intuendo di essere stati raggirati avevano sporto una querela, da cui è partita l’indagine che ha portato le due donne in Tribunale.

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