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Gotti Tedeschi con Rota

Gotti Tedeschi con Rota

«Avrei voluto servire la Chiesa, mi è stato impedito da diffidenza e confusione»

Ettore Gotti Tedeschi e “un mestiere del diavolo”, la presentazione del libro dell'ex presidente dello Ior in Vaticano

Un Ettore Gotti Tedeschi a tutto tondo, ironico, a tratti un po’ sarcastico, sicuramente molto preoccupato per la caduta di valori che caratterizza la nostra società, quello emerso nell’incontro che si è svolto nella Sala convegni di Confindustria Piacenza per la presentazione di "Un mestiere del diavolo", “libro- intervista” con Paolo Gambi a Tedeschi, economista piacentino ed ex presidente Ior, moderato da Gaetano Rizzuto, 

Il Presidente Alberto Rota nel suo saluto ha ricordato come “compito dei manager sia quello di non perdere mai lo spirito di fare impresa, di creare valore non solo economico, tanto che sarebbe importante un vero e proprio giubileo dell’industria”, quindi ha preso la parola Tedeschi che, sollecitato dalle domande di Rizzuto, ha risposto che “la causa della crisi deriva da una disgregazione etica e morale” ribadendo che “l’economia è solo una strumento e dipende da come viene utilizzato. Il diavolo ormai è in pensione, perché il mondo è precipitato in un baratro morale e si limita ad ispirare le azioni”.

Gotti Tedeschi ha ricordato “una Enciclica poco letta, la “Caritas in veritate”, sulla globalizzazione, da cui si percepisce la drammatica crisi alle porte, e come la nostra cultura sia impregnata di nichilismo. Non c’è distinzione tra fini e mezzi; si va ben oltre il positivismo e il relativismo, si opera in maniera distaccata dall'aspetto morale e se l’individuo non ha più riferimenti morali per come agisce, saranno gli strumenti stessi ad acquisire una loro autonomia morale. È quello che sta succedendo nell’economia e nella politica. Quindi l’uomo torna a capire cosa è la dignità, altrimenti la religione sarà solo quella ambientale”. Insomma a parere di Gotti Tedeschi, “è il diavolo che orienta le azioni e se la vita non ha senso, non lo hanno neppure le azioni; oggi l’agnosi è subentrata al pensiero originale; è la storia delle eresie che hanno influenzato la visione di come l’uomo opera”.

Qualche sferzata l’ex presidente dello Ior le riserva anche all’economia mondiale:” le imprese non hanno una visione competitiva; la crisi è il risultato di aver delocalizzato le produzioni. Negli ultimi 40 anni l'economia occidentale è vissuta solo di consumismo che abbiamo creato per compensare il crollo delle nascite. Si fanno lievitare i bisogni perché, con un tasso di nascite a zero, difficilmente si potevano far crescere i consumi; quindi occorreva aumentare i bisogni individuali”. Ironico Gotti Tedeschi quando ricorda il poco tempo che gli avevano riservato quando doveva commentare l’imminente pubblicazione dell’Enciclica “Laudato si”: " se è aumentato il riscaldamento globale è perché i preti non insegnano più bene il catechismo, e quindi la gente finisce all'inferno. La nostra cultura non sa più distinguere tra fini e mezzi”.

E sull’idea di un nuovo partito cattolico, sull'onda del Family day, Gotti Tedeschi è stato lapidario: "Non fatemi ridere. La Democrazia Cristiana non era di certo votata dai cattolici, ma dalla borghesia che aveva paura del comunismo. Ora ci sono nuove ideologie che stanno nascendo: la destra sociale e la sinistra sociale che non vogliono l’Europa. Nuove ideologie più adatte ai tempi, ma non per questo meno pericolose. 

Quando nel 2008 si è verificata la crisi del sistema finanziario, si è scoperto che nel 1998 il debito privato sul Pil americano era del 68 per certo, salito fino a superare il 90 nel 2008. La crescita economica era drogata da questo". E sulla Ue ha detto che “si accelerò il governo europeo facendo l’Euro in fretta e male, tagliando su ricerca ed istruzione, riducendo la remunerazione dei titoli di Stato e quindi in pochi anni è avvenuto il crollo degli investimenti, in un sistema pubblico inefficiente. Noi dobbiamo conservare memoria storica di come siamo entrati in questa situazione. In Italia ci sono state poche privatizzazioni e fatte male. Emblematica quella della Telecom”.

E sui rapporti con il Vaticano Gotti Tedeschi ha preferito “glissare”, ma ha ribadito che “avrei voluto servire la Chiesa di Benedetto, ma mi è stato impedito da ignoranza, diffidenza e confusione. Lo Ior lavora con le banche e quindi anche lui dovrebbe  avere trasparenza, quella che aveva chiesto il Papa ed io l’ho applicata.”

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