Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Bancarotta, al via il processo per l'ex ad del Piace fallito nel 2012

Sul banco degli imputati l'ex ad del Piacenza Foot-Ball Club e due procuratori. Sono accusati di bancarotta fraudolenta. La difesa di Riccardi, l'avvocato Mauro Pontini: «Le fatture ci sono: le prestazioni di scouting sono state effettivamente svolte»

Maurizio Riccardi e i due avvocati Mauro Pontini e Gaia D'Urbano.

Iniziato il 13 luglio il processo celebrato con rito ordinario davanti al collegio al collegio presieduto da Giandrea Bussi (a latere Ivan Borasi e Laura Pietrasanta) e che vede sul banco degli imputati Maurizio Riccardi, Antonino Imbrogia e Giuseppe Galli per bancarotta fraudelenta patrimoniale aggravata in concorso.  Secondo l'accusa in concorso tra loro Maurizio Riccardi, amministratore delegato della società Piacenza Foot-Ball Club, dichiarata fallita dal tribunale di Piacenza il 22 marzo 2012, Giuseppe Galli amministratore della società G&G 1, e Antonino Imbrogia amministratore della società Pacifica Baia Service, al fine di procurare a sé o altri un ingiusto profitto distraevano e/o dissipavano fondi societari, ammontanti complessivamente a 1 milione e 370mila euro, attraverso il pagamento di fatture per operazioni inesistenti relative alla presunta segnalazione di calciatori professionisti e non, militanti in campionati europei. Ossia quello che si chiama comunemente "scouting". Galli è difeso da Maria Cecilia Ferraresi e da Gaia D'Urbano, mentre Imbrogia da Gianni Russano.  Riccardi, presente in aula, è difeso dall'avvocato Mauro Pontini il quale ha prodotto al collegio una documentazione che dimostrebbe invece che le fatture non sono false e che le prestazioni di scouting sono state effettivamente svolte. Secondo la difesa di Riccardi ci sono almeno 80 scatoloni contenenti tutta la documentazione necessaria a provare l'innocenza di Riccardi. In quelle scatole ci sarebbe anche quella che riguarda il giocatore Houssine Kharja che giocò nel Piacenza nella stagione 2007-2008 «comprato a zero euro per essere rivenduto a 2,7 milioni», sostiene Pontini. Per il pm che ha coordinato le indagini delle Fiamme Gialle, Antonio Colonna però quelle carte significherebbero nulla. Il gip ha inoltre revocato il sequestro conservativo di beni nei confronti dell'imputato per un totale di 150mila euro. La curatela della società di calcio fallita composta da Franco Spezia e Germano Montanari, ha rinunciato alla causa penale nei confronti dell'ex ad del Piace.

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