Cgil, Cisl e UIl: «La legge di Stabilità non dà risposte ai lavoratori»

Banchetto di Cgil Cisl e Uil in via Venti Settembre contro la legge di Stabilità perché "non realizza quella svolta nella politca economica necessaria all'Italia per uscire dalla recessione e tornare a crescere". Il 14 dicembre manifestazione a Sal Felice sul Panaro

Il banchetto in via Venti Settembre

Banchetto di Cgil Cisl e Uil in via Venti Settembre contro la legge di Stabilità perché "non realizza quella svolta nella politca economica necessaria all'Italia per uscire dalla recessione e tornare a crescere". Presenti Gianluca Zilocchi, Marina Molinari e Massimiliano Borotti.

Sindacati compatti nel chiedere meno tasse per i lavori e i pensionati, la rivalutazione delle pensioni, il finanziamento degli ammortizzaotori sociali e investimenti per lo sviluppo. Stamattina è stata anche l'occasione per promuovere la manifestazione del 14 dicembre a San Felice sul Panaro (Modena), partiranno infatti da Piacenza e Fiorenzuola dei pulmann per chi volesse partecipare.

I sindacati sostengono che la Legge di stabilità non dà risposte ai lavoratori, penalizza i pensionati, conferma la sottrazione ai lavoratori pubblici della Contrattazione, non dà soluzione agli esodati. Per questo motivo Cgil, Cisl e Uil hanno indetto 3 giorni di mobilitazione per informare il Paese sul giudizio e sulle proposte che avanzano al Governo e al Parlamento. Chiedono di rivedere la legge di Stabilità dando centralità alla riduzione del peso fiscale su lavoratori, pensionati e imprese che investono e assumono, di rifinanziare subito la cassa integrazione e di dare certezze a tutti i lavoratori esodati, destinare le risorse derivanti alla lotta dell'evasione fiscale e dalla spending review, alla riduzione del peso fiscale sul lavoratori e pensionati, di rivedere e correggere gli elementi di iniquità e rigidità introdotti dalle norme Fornero sul sistema previdenziale, rivedere e ripristinare i meccanismi di indicizzazione delle pensioni esistenti prima dell'entrata in vigoredel Dl n.201/2011, evitando così l'erosione progressiva che i trattamenti pensionistici hanno subito in questi anni.

Inoltre, per il settore pubblico chiedono di dare certezza ala stabilizzazione dei precari delle Pubbliche Amministrazioni e riconoscere e valorizzare, ripristinando il contratto nazionale, la professionalità dei dipendenti pubblici. Occorre - sostengono - liberare la contrattazione di secondo livello al fine di distribuire gli incrementi di qualità e produttività creati a livello decentrato, utlilizzando anche le risorse provenienti da sprechi, inefficienze e da cattiva gestione.

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