Banda di finti postini in azione, arrestata una nomade. I carabinieri: «Massima attenzione»

Si sta stringendo il cerchio attorno alla banda di malviventi che negli ultimi giorni ha messo a segno alcuni furti e ne ha tentati altri in pieno centro. Fingendosi postini si sono fatti aprire la porta da alcuni anziani riuscendo poi a derubarli di migliaia di euro e gioielli

Da sinistra il maresciallo Adamo Furi, il colonnello Corrado Scattaretico e il luogotenente Roberto Guasco 

Si sta stringendo il cerchio attorno alla banda di malviventi che negli ultimi giorni ha messo a segno alcuni furti e ne ha tentati altri in pieno centro. Fingendosi postini si sono fatti aprire la porta da alcuni anziani riuscendo poi a derubarli di migliaia di euro, in un caso anche avrebbero legato una 72enne nella sua abitazione in via Santa Franca nella giornata dell'8 giugno rapinandola di 700 euro e di un cellulare. La banda è probabilmente composta da due donne e almeno un uomo: una di queste, una 52enne sinti di Voghera è stata arrestata nel pomeriggio dell'8 giugno appena dopo aver tentato un colpo in un'appartamento nella medesima via della violenta rapina. A farla bloccare un piacentino di 36 anni che l'ha sorpresa mentra citofonava alla sua vicina di casa 92enne fingendosi postina: «Scenda, c'è una raccomandata da firmare».

L'uomo capendo che si stava per consumare l'ennesima truffa l'ha tenuta d'occhio mentre cercava di scappare, ha fermato una pattuglia di carabinieri di Rivergaro che l'hanno poi bloccata pochi metri dopo, la complice che già si trovava sul pianerottolo dell'anziana è riuscita a scappare. La tecnica è sempre la stessa: far uscire di casa un anziano con una scusa, in questo caso una finta lettera, mentre il complice entra nell'appartamento in cerca di soldi e gioielli. Casi analgohi sono stati segnalati anche in via Venturini e vicolo Edilizia dove sono riusciti a rubare 15mila euro tra contanti e preziosi. I carabinieri raccomandano la massima prudenza: «Non aprite mai a persone sconosciute e qualora voleste scendere chiudete sempre la porta di casa». La nomade è stata processata per direttissima, l'arresto convalidato e le sono stati concessi i domiciliari al campo nomadi di Voghera in attesa del processo che è stato rinviato. I carabinieri stanno indagando per risalire agli altri complici. 

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