Cronaca

Bar e società di autotrasporto legati a clan camorristici: via licenza e contratti con la pubblica amministrazione

Dall’inizio dell’anno, sono due i provvedimenti interdittivi emessi ai sensi del codice unico antimafia dal Prefetto di Piacenza

Il prefetto Daniela Lupo

«Dall'inizio dell'anno, sono due i provvedimenti interdittivi emessi ai sensi del codice unico antimafia dal Prefetto di Piacenza. L'ultimo pochi giorni fa a carico del gestore di un bar di via Colombo, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip di Napoli per associazione di tipo mafioso». Si legge in una nota della Prefettura.

«Il primo provvedimento - spiegano da via San Giovanni - è stato emesso nel gennaio scorso a carico di una società di autotrasporto per conto terzi, recentemente trasferitasi a Piacenza e collegata ad altre due società qui attive, entrambe interdette nel 2019 dalle Prefetture rispettivamente di Piacenza e di Vicenza. Tutte e tre le ditte sono risultate legate al clan camorristico salernitano Pecoraro-Renna».

Sostanzialmente in entrambi i casi si tratta di accertamenti scattati in fase o di subentro o richiesta di nuova licenza (bar) o di inserimento nella "white list" per lavorare nella pubblica amministrazione. Per il primo quindi niente licenza e bar chiuso, per il secondo niente contratti con la pubblica amministrazione (dal trasporto alunni o rifiuti o altro ecc) e se fossero già in essere, sono decaduti.

«Il 30 aprile scorso l'interdittiva ha avuto conferma dal Tar di Parma, che ha negato la sospensione cautelare «atteso che l'atto appare adottato in conformità ai parametri di legge e della giurisprudenza in materia, nonché adeguatamente motivato sulla base degli elementi raccolti dalla Prefettura» condannando il ricorrente alle spese».

«L'attività in materia della Prefettura si svolge anche avvalendosi del supporto del Gruppo Interforze Antimafia, composto da rappresentanti delle Forze di Polizia, dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro, del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche e della Direzione Investigativa Antimafia-Sezione di Bologna, che verifica in capo alle aziende e agli imprenditori l'esistenza dei presupposti per contrarre con la pubblica amministrazione o ottenere licenze e autorizzazioni. L'assenza o il venir meno dei presupposti di legalità e onorabilità porta all'adozione dei provvedimenti interdittivi, che impediscono di esercitare quelle facoltà»

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