Battaglia sulla sospensione del veterinario dopo il blitz di Striscia la Notizia

L’accusa chiede la condanna a un mese per due veterinari. Le difese: «Tutto lecito, vanno assolti perché il fatto non costituisce reato». La vicenda avvenne a Borgonovo nel marzo del 2013

Un mese di reclusione. E’ la richiesta del pubblico ministero per due veterinari accusati di esercizio abusivo della professione. I difensori, invece, hanno chiesto l’assoluzione perché non si trattava affatto di esercizio abusivo. La sentenza è attesa in gennaio. La vicenda risale al 2013, quando una troupe di Striscia la Notizia si presentò in un ambulatorio di Borgonovo, dove scoppiò un battibecco tra il veterinario Giuseppe Genta - in passato era stato sospeso dall’Ordine dei veterinari di Pavia - e gli inviati guidati da Edoardo Stoppa. Un fatto che ha generato un altro processo. Dall’incursione, invece, nacque un’altra indagine, perché oltre a Striscia entrarono nel laboratorio anche i carabinieri del Nas di Milano. I carabinieri dopo l’ispezione non riscontrarono irregolarità.

Il problema era stabilire che cosa stesse facendo Genta in quel momento. Secondo il pubblico ministero Antonio Rubino, la gestione di quell’ambulatorio era illecita. Il pm ha chiesto la condanna a un mese di reclusione per Gente e per il veterinario Luca Colmari. Non, però, per i difensori dei medici, gli avvocati Domenico Santacroce (per Colmare) e Barbara Marini, del Foro di Pavia (per Genta): entrambe le toghe hanno chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. A favore della condanna e a un risarcimento l’Ordine dei veterinario di Pavia, che si è costituito parte civile con l’avvocato Anna Pedrazzini (Foro di Milano). In aula sono sfilati i componenti della troupe e hanno raccontato cosa fosse accaduto quel giorno. Ma a fare la differenza è stata la posizione professionale dei medici e come fossero intervenuti sugli animali. Genta era stato sospeso dall’Ordine dei veterinari di Pavia nel 2012. Nel 2013, a gennaio ha spiegato uno dei difensori, aveva visto la revoca della delibera di sospensione. A maggio 2012, però, era stato messo agli arresti domiciliari per un’altra indagine dove era accusato di maltrattamenti e violenza sessuale. A giugno 2012, i domiciliari vanno trasformati in un obbligo di firma e il medico può esercitare solo con visite a domicilio, ma non in ambulatorio. Poi erano intervenute le sospensioni dell’Ordine e la successiva revoca.

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Genta, ha ricordato l’avvocato Santacroce, aveva chiesto di aiutare il veterinario Colmari nel suo ambulatorio di Borgonovo e firmò un contratto. Tutto regolare per la difesa; un modo per aggirare le norme secondo la pubblica accusa. Colmari sa della sospensione di Genta e, inoltre, chiede spiegazioni al proprio ordine di appartenenza, quello di Udine, e informando gli Ordini di Pavia e Piacenza. Il rapporto è chiaro: Colmari svolge il ruolo di medico, Genta quello di assistente. Genta avrebbe anche fatto un tampone all’orecchio del cane - portato da Striscia la notizia - ma, ha sottolineato Satacroce, non è definita come  un’attività medica. Il primo marzo, primo blitz di Striscia, Genta non era più sospeso. Il difensore di Genta ha ribadito i passaggi della sospensione e della revoca, ripetendo che già al primo marzo 2013 il suo assistito non fosse più sospeso. Così come l’attività svolta da Genta nell’ambulatorio non era di carattere medico. L’avvocato Marini ha poi spiegato come il montaggio del filmato di Striscia fosse parziale, perché era a fini giornalistici e non di ricerca della verità. E l’avvocato ha chiesto come mai la procura non avesse richiesto l’intero filmato girato in quei giorni. La parte civile, invece, si era associata alla richiesta di condanna sostenendo che Genta continuasse a lavorare anche se sospeso grazie a un altro medico.

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