Beni storico-artistici: Confedilizia, presentate interrogazioni sui rimborsi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

La questione della mancata erogazione dei contributi spettanti per legge ai proprietari che hanno effettuato opere manutentive di difesa su immobili di interesse storico-artistico, così come la connessa questione delle precarie condizioni  in cui versa il castello di Boffalora, in provincia di Piacenza, sono state recentemente oggetto, sia alla Camera sia al Senato, di diverse interrogazioni indirizzate al Ministro dei beni e delle attività culturali.

Lo segnala la Confedilizia che – unitamente all’ADSI-Associazione Dimore Storiche – ha sollevato il problema e che segue lo stesso con grande attenzione, così come Italia Nostra che ha evidenziato lo specifico problema sul suo periodico nazionale.

Alla Camera, le interrogazioni sono state due, presentate, una dall’on. Latronico (FI), l’altra dall’on. Altieri (FI). Il primo – dopo aver precisato che in Italia la situazione dei beni privati di interesse storico-artistico è preoccupante e che la responsabilità di questo è da attribuirsi direttamente allo Stato, debitore di circa 100 milioni di euro verso i proprietari che hanno eseguito le opere manutentive – ha chiesto di sapere quali iniziative si intendano assumere per sbloccare i contributi dovuti per legge. Il secondo ha chiesto di  conoscere quanti e quali siano gli immobili oggetto di intervento e per quali si sia provveduto al pagamento; inoltre, allo scopo di verificare le priorità del caso, quale sia il numero totale dei proprietari interessati e se non sia opportuno riconoscere acconti a chi non ne abbia ancora ricevuti. Due, in relazione allo stesso problema, sono state anche le interrogazioni presentate al Senato, rispettivamente dal sen. Liuzzi (CoR) e dal sen. Arrigoni (LN-Aut). Il primo ha chiesto di conoscere, in particolare, quali provvedimenti si intendano adottare al fine di rimuovere gli ostacoli normativi e burocratici che impediscono la piena tutela e conservazione dei beni culturali dei privati, assicurando nel contempo agli aventi diritto la pronta erogazione dei citati contributi (anche sulla base di un criterio di priorità). Il secondo ha chiesto di conoscere l’elenco dei proprietari che hanno diritto al contributo con gli importi di spettanza di ciascuno, e di sapere – egualmente come l’on. Altieri – se non si ritenga il caso di erogare acconti a coloro che ancora non li hanno ricevuti, così da evitare che la mancanza di liquidità provochi un ulteriore deterioramento  dei beni di interesse storico-artistico.

Riguardo al castello di Boffalora – attualmente inagibile, in disuso e soggetto a continui crolli perché la proprietà non ha possibilità di intervenire in alcun modo, attendendo il rimborso, da parte dello Stato, della somma di 250mila euro, pari alla metà di quanto speso, per opere di restauro eseguite diversi anni fa – sono state presentate due interrogazioni, una alla Camera e una al Senato, a firma, rispettivamente, dell’on. Borghesi (LN-Aut) e del sen. Giovanardi (AP). Entrambi i parlamentari hanno chiesto al Ministro se, al fine di scongiurare l’ulteriore rovina di un bene storico-culturale di estremo valore, non intenda intervenire al più presto. L’on. Borghesi ha precisato che tale intervento potrebbe, eventualmente, concretizzarsi anche erogando acconti sulle somme dovute.

La Confedilizia ha espresso i suoi ringraziamenti a tutti i parlamentari che si sono interessati della questione e vigilerà affinché gli atti di sindacato ispettivo presentati trovino pronto riscontro.

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