Bici sugli autobus, gli autisti non ci stanno: «Non siamo obbligati a caricarle»

Faisa Cisal: «I cittadini chiedono ben altro. Inoltre non c’è manutenzione dell’aria condizionata sui mezzi. Potremmo dover fermare il servizio in assenza delle più elementari norme di sicurezza e di dover denunciare alle autorità competenti la situazione»

«Presidente di Seta – scrive il Coordinatore Regionale Faisa Cisal Fabrizio Badagnani - in relazione a quanto da lei propagandato attraverso i mezzi di comunicazione, sulla possibilità di carico di biciclette pieghevoli a bordo dei bus urbani ed extraurbani Seta da settembre, intendiamo conoscere: le modalità di carico, l'impegno richiesto al conducente, se ha controllato la fattibilità del progetto in assenza di bus attrezzati allo scopo, con chi ha concordato le modalità, le responsabilità per eventuali danni alle persone e cose.

Rimane di tutta evidenza, cosa da lei non considerata, che nelle mansioni contrattuali previste per gli Operatori di Esercizio (conducenti) dal vigente CCNL e dagli accordi di secondo livello, non vi è traccia di tali mansioni su obiettivi adottati in tutt'altre circostanze, cultura, esigenze  e modalità com mezzi attrezzati allo scopo, nei Paesi nordici. Per i suddetti motivi, considerato che nemmeno un cenno di coinvolgimento è stato adottato sulla questione ai rappresentanti dei Lavoratori, comunichiamo sin da ora la nostra netta avversità al suo personale progetto e che i conducenti dei bus Seta non avranno nessun obbligo di favorire questa singolare iniziativa di promozione pubblicitaria, che non rappresenta sicuramente una innovazione richiesta dai Lavoratori o dai cittadini, che al contrario auspicherebbero l'impegno dei vertici aziendali Seta per un servizio più puntuale, mezzi adeguati, confort di viaggio e non certo una ulteriore complicanza  delle spesso già disagiate modalità di trasporto, con ingombranti biciclette a bordo o nelle bagagliere dei bus extraurbani (molti dei quali non hanno capacità di carico) con ulteriori perdite di tempo e ritardi rispetto a quelli congeniti attuali.

Ci riserviamo inoltre ogni azione sindacale e legale per la tutela relativa alle responsabilità per danni a persone o cose. Considerata l'assenza di una normale programmazione per la ricarica delle arie condizionate ad oggi a fine di giugno ancora parzialmente efficienti con gravi disagi per i Lavoratori e per gli utenti, (quando si dovrebbero predisporre in questo periodo la pulizia e la manutenzione dei webasto di riscaldamento), che oltre a far calare il gradimento percepito del servizio, rappresentano una fonte di pericolo per la salute, i Lavoratori e gli Utenti, vi sarebbero sicuramente più grati, se vi occupaste di queste priorità, lasciando perdere bizzarre inattuabili iniziative».

Assenza aria condizionata

«Con la presente - aggiunge Marco Rossi - siamo a formalizzare quanto espressamente ripetutamente verbalmente segnalato nei giorni scorsi, sul pesantissimo disagio dei lavoratori SETA a seguito della mancata manutenzione dell’aria condizionata. Svolgere un turno di servizio nelle condizioni attuali di calore con temperature alte in assenza di aria condizionata e spesso con finestrini sigillati, rappresenta una seria condizione di pericolo per la salute degli operatori di esercizio e per la sicurezza dei Trasportati. Per i suddetti motivi vi sollecitiamo una velocissima risoluzione della problematica, in assenza della quale, riterremo Seta responsabile di qualsiasi problematica correlata alla sicurezza, oltre all’ipotesi di dover fermare il servizio in assenza delle più elementari norme di sicurezza e di dover  denunciare alle autorità competenti la situazione».

                                                                                    

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