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Bietole, buona la partenza della campagna di trasformazione

Ridotti gli ettari investiti nel piacentino, prezzi dello zucchero in crescita

E’ iniziata a cavallo di Ferragosto la campagna bieticola, caratterizzata da ottimi riscontri dal punto di vista qualitativo: tra 15 e 16° i gradi polarimetrici, ma le rese sono per ora molto difformi in base ai terreni e se sono state effettuate le irrigazioni, con una media di circa 500 quintali ad ettaro. “Sono invece decisamente calati- ci precisano Alessandro Tassi e Gianluca Dini tecnici del settore- gli investimenti sia nel piacentino (tra i 500/600 ettari contro i mille dello scorso anno), così come quelli del comprensorio (che comprende, oltre a Piacenza, Parma, Reggio, Modena, Cremona, la Bassa Lodigiana, parte di Pavia e di Mantova) , 6500 ettari, oltre 2000 in meno. Le cause: il prezzo non particolarmente appetibile e le piogge cadute copiose durante il periodo delle semine”.

Insomma questo storico settore dell’agricoltura piacentina sembra caduto in una crisi in cui si “naviga a vista” nella programmazione, ma nella quale si intravedono, almeno per il prossimo anno, segnali positivi: anzitutto il prezzo dello zucchero sul mercato mondiale è in aumento e gli stock di riserva stanno diminuendo, mentre la produzione nei paesi dove si ricava dalla canna da zucchero è prevista in diminuzione. E’ pur vero che la coltivazione della canna da zucchero può contare su costi notevolmente inferiori e può fare affidamento su un raccolto ininterrotto per circa 5 anni, senza semine annuali come invece la barbabietola.

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La qualità prodotta dai paesi extra-ue è inoltre buona, non si tratta di un prodotto deperibile e quindi adattato a trasporti meno costosi e più lenti e quindi tutto per ora gioca contro lo zucchero prodotto nel nostro paese. “In ogni caso- precisano Dini e Tassi- lo stabilimento di S.Quirico dove si trasforma il prodotto del comprensorio il prossimo anno proseguirà l’attività, ma gli agricoltori per investire ancora in questa coltura, hanno bisogno da parte dell’Eridania di maggiori certezze di una programmazione almeno a medio termine”.

Ma non solo gli agricoltori: i contoterzisti che provvedono agli estirpi hanno la necessità di provvedere alla sostituzione di parti delle macchine o addirittura alla loro sostituzione e quindi è inevitabile che, prima di poter effettuare costose operazioni sui macchinari, debbano poter avere la sicurezza di un rientro delle spese effettuate. Per questo servono decisioni chiare ed univoche da parte del gruppo per poter continuare a produrre barbabietole, pena la scomparsa di uno storica filiera dell’agricoltura padana. La concorrenza in questo caso sempre più globale si può affrontare solo se queste condizioni saranno rispettate.

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