Bimbo morto durante una festa, piena assoluzione per il presidente della Coop di Mortizza

Si è concluso il primo grado di giudizio del processo per la morte del bambino di quattro anni, Mauricio, di origine ecuadoriana, avvenuta la sera del 16 luglio del 2016 durante una festa a Mortizza per una presunta folgorazione

Il luogo della tragedia

«Assolto perché il fatto non sussiste». Così, nella tarda mattinata del 15 luglio, si è concluso il primo grado di giudizio del processo per la morte del bambino di quattro anni, Mauricio, di origine ecuadoriana, avvenuta la sera del 16 luglio del 2016 durante una festa a Mortizza per una presunta folgorazione. Sul banco degli imputati, con l'accusa di omicidio colposo, c'era Giuseppe Dossi, presidente della “Mortizza società cooperativa” che, al termine del dibattimento, è stato assolto con formula piena dal giudice Gianandrea Bussi. Il pm Monica Bubba, lo scorso febbraio durante la sua requisitoria, aveva chiesto una pena di un anno, mentre la difesa aveva chiesto l'assoluzione per mancanza di prove circa le cause della morte del piccolo. Soddisfatto anche l’avvocato Antonio Trabacchi, responsabile civile della cooperativa, che aveva sostenuto come il bimbo non fosse morto per una scossa elettrica.

Ovviamente, dopo la lettura della sentenza di assoluzione, grande soddisfazione per Dossi che è scoppiato in un pianto liberatorio in aula. Presenti anche alcuni familiari del bambino, che si erano costituiti parte civile con l’avvocato Vittorio Benussi (in aula presente il collega Johnatan Vignali). «E’ finito un incubo - ha affermato Dossi - durato tre anni. Non dimenticherò mai quello che ho vissuto. Quella cooperativa è sempre stata gestita in modo normale».

Che il piccolo non fosse morto per una scarica elettrica «lo dicono i dati scientifici - hanno sottolineato Salvadè e Trabacchi - che hanno portato a una ipotesi alternativa con una sua credibilità. E’ stato riconosciuto il ragionevole dubbio». La vicenda aveva visto numerose perizie e, oltre l’autopsia, un esame istologico. Da subito venne menzionata l’ipotesi della dispersione di corrente, ma non è stato trovato alcun legame durante il processo. A questo, i difensori avevano ricordato come i rilievi vennero fatti ore dopo l’incidente nel bagno. Un locale che era stato utilizzato da decine di persone quella sera - emerse anche però che una bambina di 12 anni aveva detto di aver preso la scossa, ma su di lei non venne trovato alcun segno - e che aveva ancora le luci accese.

RIFONDAZIONE: «FELICI PER ASSOLUZIONE AL PRESIDENTE GIUSEPPE DOSSI»

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«Apprendiamo dell'assoluzione di Giuseppe Dossi – interviene la segreteria del Partito della Rifondazione Comunista di Piacenza, Circolo R. Luxemburg - presidente della Cooperativa di Mortizza dove quattro anni fa morì un bambino di 4 anni, dall'accusa di omicidio colposo perchè “il fatto non sussiste”. Rifondazione Comunista esprime la propria contentezza per la conclusione positiva del processo perchè, conoscendo da anni Dossi, abbiamo sempre creduto nella sua innocenza. Esprimiamo vicinanza alla famiglia del piccolo, la perdita di un figlio non è un lutto facile da superare e la verità è l'unica cosa che potrebbe rendere più sopportabile la vita ma, al tempo stesso, siamo vicini anche alla Cooperativa di Mortizza e al suo presidente che hanno spesso ospitato le nostre iniziative e che conosciamo come una realtà indispensabile per il nostro territorio».

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