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Un momento del blitz

Un momento del blitz

Blitz di Usb davanti a Leroy Merlin. Montanari: «Chi è nostro iscritto viene discriminato»

Blitz nella mattinata del 9 ottobre del sindacato Usb al negozio Leroy Merlin di Piacenza. Una ventina di lavoratori si sono radunati davanti alle entrate del negozio di bricolage

Blitz nella mattinata del 9 ottobre del sindacato Usb al negozio Leroy Merlin di Piacenza. Una ventina di lavoratori si sono radunati davanti alle entrate del negozio di bricolage.  «C'è una proposta di Ucsa (consorzio che sta gestendo servizi logistici nel magazzino di Castelsangiovanni) - spiega Roberto Montanari - che riguarda il licenziamento di 120 lavoratori a tempo determinato. Sostanzialmente consiste nel diminuire il numero di persone e sfruttare di più i 297 operai, ossia coloro che rimarrebbero a tempo indeterminato, con delle permormance di mercato di tutto rispetto visto che si parla di un incremento del 20%: il lavoro aumenta. La proposta consiste nel dare la Naspi (indennità mensile di disoccupazione) ai 120 lavoratori: firmerebbero un accordo con il quale rinuncerebbero all'assunzione in qualunque società cooperativa consociata a Ucsa per sempre. Usb ha proposto un percorso differente. Oggi inizieremo un percorso con il nostro legale perché ci sono tra questi 120 ci sono anche coloro che hanno tutte le caratteristiche di legge per essere invece assunti a tempo indeterminato perché sino ad ora a causa della vecchie condizioni di Premium Net le norme non sono state rispettate».

«Nel momento in cui aumenteranno i volumi di lavoro, dice Ucsa, potranno essere richiamati. Ora però non è stabilito quando e tutto è vago. Ucsa dice che i lavoratori che usufruiranno della Naspi avranno un'integrazione salariale pari al salario medio che prendevano dal consorzio che però, in base ai nostri calcoli, sarebbe inferiore e nel contempo accetta anche però di non essere più assunto a tempo inderminato: in sostanza si creano tutte quelle condizoni per buttarli fuori. Noi ne rappresentiamo una dozzina, ma non guardiamo le tessere ma a noi interessato le condizioni di tutti. Riducono il magazzino ma chi rimane avrà un carico di lavoro enorme. E guarda caso tutto questo quando vengono avanzate le richieste di un buono pasto da 5.29 euro, vengano sistemati i profili professionali e aumentare di livello, quando si chiede di pagare malattia e infortunio al 100%, quando si chiede di finirla con le discriminazioni perché dentro al magazzino di Castelsangiovanni e hai la nostra tessera è facile che ti cambino di reparto e ti mandino a fare i lavori più pesanti anche se sei anziano o problemi di salute e potresti e avresti diritto a fare altro. Abbiamo rispetto per le altre sigle sindacali anche se non condividiamo le cose e siamo in conflitto ma abbiamo un solo nemico che è il padrone». Ha concluso. 

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