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Bobbio, tre giorni di eventi tra memoria, culto e mostre nel nome di San Colombano

Il vescovo Gianni Ambrosio da lunedì sarà cittadino onorario di Bobbio

Tante negli ultimi mesi sono state in Europa e a Bobbio le celebrazioni in onore di San Colombano che Papa Benedetto XVI ha definito “santo europeo” ricordando il documento in cui Colombano affermava che gli europei dovevano essere un unico popolo, un “corpo solo” che viene unito da radici cristiane in cui le barriere etniche e culturali vanno superate.

Bobbio dal 21 al 23  novembre 2015 rinnova il ricordo del 1400° anniversario della morte di San Colombano con eventi di rilevante caratura.
Sabato dalle ore 8,30 l’International Network “Making Europe: Columbanus and his Legacy” organizza il convegno internazionale “L’eredità di San Colombano. Memoria e culto attraverso il medioevo” nel quale tratterà i temi della memoria e del culto del santo, delle reliquie, degli scritti di Colombano e dei suoi monasteri come luoghi di pellegrinaggio; sarà anche l’occasione per presentare i nuovi dati archeologici emersi dagli scavi condotti dalla Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna in molti anni d’indagini.

Domenica 22 novembre,visita al Museo Archeologico di Travo a cura di Roberta Conversi, Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna. Alle 14,30 i lavori riprendono con i monasteri colombaniani come luoghi di memoria e di pellegrinaggio per concludersi verso le 19. Lunedì 23 novembre si commemora la morte del santo irlandese avvenuta a Bobbio nel 615. Alle ore 11 la messa patronale presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio. Dopo la funzione, il taglio del nastro alla mostra della Collezione Mazzolini, allestita al primo piano del cenobio di San Colombano nel corridoio lungo 70 metri su cui si aprivano le celle dei monaci, recentemente restaurato. In questa fase una significativa cerimonia: la consegna da parte del sindaco Roberto Pasquali della pergamena di cittadino onorario al vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio, mons. Gianni Ambrosio.

La rilevanza delle opere esposte e del nuovo percorso espositivo è stata illustrata in conferenza stampa da don Mario Poggi, parroco di San Colombano e dal sindaco di Bobbio Roberto Pasquali, il quale ha evidenziato il proficuo lavoro di squadra tra pubblico e privato, che, con il sostegno della Regione, ha permesso di realizzare “qualcosa di unico in tutta la provincia e nel territorio regionale”.

Hanno fornito dettagli sui lavori di adattamento dei locali e sull’allestimento museale che parte e si conclude dall’abbazia, l’architetto Manuel Ferrari, direttore dell’Ufficio per i beni culturali della Diocesi, la dott. Roberta Conversi, della Soprintendenza per i beni archeologici di Parma e Piacenza, l’architetto Fiorenzo Barbieri. La dott. Susanna Pighi unitamente alla dott. Daniela Costa, ha richiamato l’importanza della mostra che comprende opere di artisti italiani realizzate tra gli anni ’30 e gli anni ’60, focalizzate sulla realtà milanese e per questo considerate testimonianze della vita del tempo.

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LA COLLEZIONE MAZZOLINI

Nel 2005 Domenica Rosa Mazzolini ha donato alla diocesi di Piacenza-Bobbio 899 opere d'arte contemporanea (872 di pittura e grafica, 27 di scultura), un patrimonio cospicuo dovuto al confluire nella sua personale raccolta dell’ingente collezione ereditata nel 1994 alla morte di Fede, sorella del medico Giovanni Battista Ettore Simonetti. L'unione tra i due nuclei artistici consente di conservare ed esporre in una sede prestigiosa come l'abbazia di San Colombano, capolavori acquisiti nell' arco di un cinquantennio di fervore collezionistico. Negli anni successivi alla donazione, un'intensa attività espositiva ha contribuito a far conoscere l'importante insieme artistico; mostre riguardanti la raccolta si sono svolte a Piacenza, Brindisi, Teramo, Trieste, Padova. Singole opere hanno partecipato a esposizioni monografiche.

La collezione comprende lavori di artisti autorevoli come Enrico Baj, Renato Birolli, Carlo Carrà, Massimo Campigli, Giuseppe Capogrossi, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Ottone Rosai, Lucio Fontana, Achille Funi, Piero Manzoni, Mario Nigro, Giò Pomodoro, Mario Sironi, solo per citarne alcuni. Alcune delle opere sono esposte presso una sala della Galleria Alberoni in Piacenza.

La raccolta vanta poi la prestigiosa presenza di opere dovute a Roberto Crippa, Antonio Corpora, Raffaele De Grada, Umberto Lilloni, Emilio Gola, Pietro Marussig, Giuseppe Migneco, Ennio Morlotti, Pio Semeghini, Antonio Sanfilippo, Aligi Sassu, Emilio Scanavino, Adriano Spilimbergo, Arturo Tosi, Giulio Turcato, Gianfilippo Usellini. Di considerevole importanza sono, per l'evolversi del panorama pittorico italiano negli anni Cinquanta, oltre ai lavori di alcuni degli artisti più indietro citati come Lucio Fontana, un Achrome di Piero Manzoni che Rosa Mazzolini ebbe modo di conoscere presso lo studio Simonetti e una composizione dì Tancredi Parmeggiani.

Infine appare contenuto, ma significativo il nucleo delle sculture: ne fanno parte il Cristo sulla croce di Lucio Fontana (1951), artista presente nella collezione con un rilevante insieme di opere pittoriche, e uno stimolante gruppo di composizioni di Luigi Broggini e Amilcare Rambelli.

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