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Bocconi avvelenati, «In 10 giorni mi hanno portato via un cane e mezzo»

Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la lettera della nostra lettrice Sada Alrazem, che racconta una bruttissima vicenda che ha coinvolto i suoi due cani.

«Questa è una lettera aperta per chiunque abbia fatto del male a degli esseri viventi indifesi, ma soprattutto è per chi gli animali, come me, li ama. Io ho – o perlomeno avevo – fino a 10 giorni fa o poco più due cani perfettamente in salute. Due maltesi, per l’esattezza. La più grande aveva quasi dodici anni, la più piccola quasi due. Entrambe sono sempre state estremamente attive e la più grande ha superato solo due anni fa un intervento particolarmente duro. Eppure è sempre sembrata nel fiore dei suoi anni.

Le cose hanno cominciato a precipitare agli inizi di novembre: coi giorni che passavano, la grande cominciava a fare degli escrementi sempre più liquidi. Una normale diarrea, abbiamo pensato col medico. Ma le nostre certezze sono andate sfaldandosi sempre più col trascorrere delle giornate. Quegli escrementi, a un certo punto, si sono liquefatti completamente e sono diventati neri come la pece. A questo è seguita una totale inappetenza da parte della cagnolina, che a ogni ora sembrava perdere sempre più forze. Così è arrivata a un punto in cui non riusciva nemmeno più a salire le scale, che fino a poche settimane prima balzava con un’agilità incredibile per la sua età.

Il medico ci ha dato la diagnosi: epatite. Il fegato aveva i valori completamente sballati. Noi però non ci siamo persi d’animo e tra le punture giornaliere e le preghiere al cane perché mangiasse, abbiamo passato giornate piuttosto speranzose, dato che la situazione pareva essere stabile. Questo fino al 19 novembre, mattina in cui ho trovato la grande sotto al letto senza vita. Sembrava stesse dormendo.

Raccontata così, sembra solo un tragico evento senza alcun colpevole. Così potrebbe sembrare, se non per il fatto che non ho esposto la vicenda completamente: quella stessa mattina, la cagnolina più piccola vomita più volte. Cinque, per l’esattezza. Così, pieni di paura, la portiamo dal veterinario e le facciamo tirare il sangue, come aveva fatto precedentemente con la più grande. Risultato delle analisi: anche lei ha i valori del fegato sballati. E non trattandosi di una malattia infettiva quella che le ha colpite, l’unica spiegazione per cui due animali della stessa famiglia contraggono il medesimo male può essere solo uno: avvelenamento.

Non so se la cagnolina piccola ce la farà; possiamo solo sperare come abbiamo fatto con la grande. Questa non vuole essere una mera lettera di sfogo, ma piuttosto un avvertimento a chi gli animali li ama davvero: prestate estrema attenzione nei confronti dei vostri vicini, o più in generale delle persone che vi circondano, perché i malintenzionati si nascondono dappertutto. Ma soprattutto, appena vedete dei sintomi strani nei vostri amici a quattro zampe, chiedete immediatamente al veterinario di fiducia delle analisi. Se l’avessimo fatto, forse la nostra amata cagnolina sarebbe ancora viva. Meglio rischiare di sembrare solo dei folli ipocondriaci che rischiare la vita del proprio animale di vita».

Sada Alrazem

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