Bomba d’acqua, Bonifica: «Il pronto intervento dell’impianto della Finarda ha evitato il peggio»

Intorno alle ore 15.30 si è sviluppato un improvviso e violento temporale per circa mezz’ora, manifestandosi in modo diversificato nei vari settori della città e sono caduti 31 millilitri di pioggia

La Finarda

Il territorio di Piacenza, da molte settimane colpito duramente dalla siccità derivante da una sostanziale mancanza di piogge, oggi ha dovuto invece fronteggiare un opposto problema. Una violenta ”bomba d’acqua” si è infatti abbattuta sulla città.  Il Consorzio della Bonifica di Piacenza ha prontamente affrontato la situazione attivando le operazioni del caso. Si legge in una nota. 

Intorno alle ore 15.30 si è sviluppato infatti un improvviso e violento temporale e per circa mezz’ora, manifestandosi in modo diversificato nei vari settori della città (muovendosi dunque a “macchia di leopardo"), il fenomeno meteorico ha generato 31 millilitri di pioggia (da rilevamento del pluviometro della cassa di espansione posto al quartiere della Farnesiana). 

Immediatamente l’impianto piacentino idrovoro della Finarda (zona argine del Po) è stato attivato per smaltire le portate dei canali, in particolare quello del rifiuto vale a dire quello della fognatura della città, per garantire una sicura e continua espulsione in Po. I danni alla città sono stati in questo modo contenuti.

Le pompe idrovore sono state dunque messe in funzione per garantire gli scarichi i quali nonostante fossero liberi causa secca del Po, avrebbero potuto non permettere il deflusso corretto della gran massa d’acqua vista la grande portata d’acqua in così pochi minuti. Le pompe, dalle 15.55 circa, hanno sollevato 6.000 metri cubi di acqua in circa 20 minuti.  

L’alternanza delle due differenti, e opposte, tipicità dei fenomeni atmosferici di queste ultime settimane (mancanza di piogge e loro estrema concentrazione) è dunque una realtà che il Consorzio di Bonifica di Piacenza deve fronteggiare nella quotidianità delle sue mansioni e di fronte alla quale ha saputo trovare risposte per la tutele della popolazione, del territorio e delle colture. Tale fenomeno impone all’attenzione di tutti una riflessione sulla necessità di misure, non solo nel breve ma anche nel medio e lungo termine, idonee alla portata della situazione.

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