Bonifiche sul Po, Piacenza sarà sede del coordinamento regionale

Dopo l'emergenza petrolio sul Grande Fiume, la "ricostruzione". O meglio, le bonifiche. Ieri tavolo in prefettura, con il sottosegretario alla Protezione civile Bertolaso. Dall'incontro è emerso che Piacenza rimarrà la sede del coordinamento sovra-regionale per questa operazione. L'assessore Allegri: «Tutto entro estate»

Piacenza rimarrà la sede del coordinamento sovra-regionale per permettere il passaggio dall’emergenza sversamenti alle bonifiche. È quanto è emerso dal tavolo in prefettura di ieri pomeriggio, alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario Guido Bertolaso.

«La protezione civile provinciale e regionale ha fatto un ottimo lavoro – spiega l’assessore provinciale Davide Allegri –. Si è lavorato bene, in sinergia e questo ha consentito di contenere il dilagare della macchia. Piacenza ospiterà il coordinamento delle bonifiche sotto la regia del ministero dell’Ambiente. L’operare in sinergia che ha avuto il suo cuore a Piacenza vede un giusto riconoscimento nel permanere del coordinamento nella nostra provincia». 
 
«Le bonifiche devono iniziare il prima possibile. Prima vengono pulite le sponde, prima si riduce il rischio di un re-inquinamento delle acque. Auspichiamo che queste opere – tenuto conto della loro rilevanza e complessità – vengano effettuate prima dell’estate, per non snaturare la vocazione anche di fruizione turistico-culturale del fiume». 
  L'assessore Allegri: «Con le bonifiche, prima vengono pulite le sponde, prima si riduce il rischio di un re-inquinamento. Speriamo tutto entro estate»  

«Un’azione efficace – spiega Fabrizio Marchi – che si è concentrata inizialmente su tutto il tratto piacentino, con le forze di protezione civile e i volontari, impegnati da Calendasco a Monticelli, passando attraverso Roncarolo.
In un secondo momento, quando si è verificato che l’unico intervento significativo era effettuabile nella bassa,  tutte le forze sono state dirottate su Isola Serafini. La scelta ha permesso di avere un maggior ricambio di volontari e di poter mettere a disposizione degli interventi tutto il necessario, in modo ottimale».

«Per tutti è stato un grande impegno: i presidi sono rimasti attivi 24 ore su 24, a lavori più tecnici sono state affiancate attività logistiche e di supporto (comunicazioni radio, preparazione cibi, supporto alla viabilità). Questa emergenza servirà anche in futuro per far tesoro dell’esperienze e migliorare quei punti che – sia da parte degli enti che del volontariato – si pensa siano stati meno efficaci».
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