Bonus ai pendolari dell'Emilia Romagna, Fittavolini: «Non risolve certamente la situazione»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Bonus ai pendolari dell'Emilia Romagna. Se il tema è "meglio un uovo oggi che la gallina domani" ci potrebbe anche stare. Il problema però, già sperimentato con questi annunci per calmare l'incazzatura globale e totale dei pendolari, è cosa arriva veramente ed in che modo. Riguardo al bonus, lo considero il pannicello caldo per curare anni di incuria e tacitare i sacrosanti lamenti quotidiani dei pendolari, che non risolve la situazione.

Sarà la solita manfrina tra diversi tipi di abbonamenti, per cui se fai il Piacenza - Milano è abbonamento lombardo e non becchi il bonus, dato che viene erogato dall'Emilia Romagna ? Dovrai portarti dietro, posto che tu li abbia tenuti, una caterva di abbonamenti vecchi, magari accompagnato da una dichiarazione della nonna firmata da un notaio che certifica il tuo essere pendolare ?

Tutte cose già vissute, che per esempio in Lombardia non succedono, dato che quando danno il bonus, è sul mese, per cui potrebbe essere il primo mese di viaggio di tutta la tua vita, ma lo becchi anche tu. E comunque, ne avrebbero diritto anche tutti quei viaggiatori, più o meno occasionali, che hanno vissuto anche per un solo giorno le invivibili carrozze di Trenitalia.

Sui treni nuovi, parliamo dei trenini Stadler, a 5 carrozze, finora visti in giro solo nella zona di Bologna, con velocità max a 160 km/ora. 
Verificare sul sito della regione il relativo comunicato, oppure sul portale della società stessa. Roba che se li fai girare tra Milano e Bologna (180 km. di tratta ferroviaria), ad esempio al posto del 2122 o del 2285, per parlare di due classici regionali veloci (si fa per dire...) della rotaia, non sapresti dove mettere i viaggiatori già in partenza, dato che lo sperimentiamo ogni giorno che con 5 carrozze d'estate è un problema serio, figuriamoci d'inverno.  “Mei che ggninta puttost" come dicono in dialetto dalle nostre parti? Mah.

Il problema è che la Regione è nettamente ed inequivocabilmente responsabile di questo degrado, perché da anni agisce sul trasporto ed il dis/servizio come controllato e controllore (erogandolo in quanto facente parte del consorzio che ha vinto la gara farlocca per il servizio ferroviario regionale). E l'unica cosa che ha sempre saputo fare, questo sì con tempismo eccezionale, è aumentare i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti, senza ritardare mai nemmeno di un minuto.

Nel contempo tagliando le linee (tra Piacenza e Cremona sono spariti i treni, sostituiti dai bus che ci mettono il doppio del tempo ed inquinano) oppure accorciando le corse (se devi andare da Piacenza a Torino non c'è più il collegamento diretto, ma devi cambiare), declassando o chiudendo le stazioni (in connivenza con le FS) e le biglietterie. Ringraziando quindi di cuore chi per un decennio ha gestito l'assessorato ai Trasporti.....e girava a braccetto, come due innamorati, con il vecchio ad, beatificato per questo con un doppio salto di poltrona... W l’Italia.

 Ettore  Fittavolini

Presidente

Associazione Pendolari Piacenza

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