Borgo Faxhall, Bertola: «Se non passa in consiglio, è guerra. E faremo campagna elettorale per chi ci appoggerà»

Incontro tra l'assessore Bisotti e i commercianti della galleria commerciale, che aspettano l'ok del consiglio comunale sulla pratica di compravendita tra Comune e Coemi. Bisotti: «Tempi lunghi, ma c'è un orizzonte»

L'incontro

«Lei è l’unico presente,  l’unico che ci mette sempre la faccia sulla questione. Siamo frastornati dalle notizie di stampa di questi giorni. Vogliamo garanzie e certezze sul nostro futuro». I commercianti di Borgo Faxhall, capitanati dall’Ad della galleria commerciale Cesare Bertola, aspettano con impazienza il voto del consiglio comunale di lunedì 19 dicembre sulla compravendita Comune-Coemi. In ballo il destino della struttura e la sua riqualificazione. I commercianti hanno perciò chiesto un incontro con l’Amministrazione, rappresentata da solo assessore all’urbanistica Silvio Bisotti, che ha seguito la vicenda dall’inizio del mandato.

Bisotti ha provato a rassicurare la rabbia dei commercianti, che attendono risposte da sedici anni. «Dal punto di vista sostanziale – ha detto negli uffici di Borgo Faxhall, confrontando le linee guida approvate dal consiglio nel 2014 e l'attuale proposta - non cambia nulla. Cambiano solo i tempi, l’ok del demanio è arrivato il 5 dicembre, dopo quattro mesi dalla nostra proposta. Due giorni dopo la loro approvazione siamo subito andati in Giunta. Si sono prolungati i tempi, legati ad alcune contingenze, come i 90 giorni che dobbiamo aspettare dopo l’atto del consiglio e le Elezioni Comunali, che faranno decadere questa Giunta. Gli impegni ci sono tutti. Ci sono condizioni favorevoli per noi: il Bando Periferie sarà confermato, stando a quanto trapela dal Governo, e sarà un’iniezione di liquidità per 5 milioni di euro. Così non dobbiamo trovare le risorse vendendo gli immobili. Terrepadane ci mette 1,5 milioni, alla luce della riqualificazione dell’area dell’ex Consorzio agrario. Il progetto di riqualificazione di Borgo Faxhall è la volontà di questa Amministrazione, però se poi cambia fra qualche mese non posso garantirvi niente. Se è dello stesso colore politico penso che il progetto terrà botta, ma se cambia…Intanto però con questo progetto non avrete più un interlocutore “sfuggente e particolare” come Coemi: la regia passerà all’Amministrazione, al Comune, più credibile rispetto a un privato. Vi dovrete rivolgere a voi. L’unica variabile sono i tempi lunghi. Non riusciamo ancora a chiudere la questione subito, se chiudessimo la questione fra un mese si potrebbe partire subito con i lavori. Ma non è così».

Lunedì 19 il consiglio comunale, dopo l’approvazione della commissione con voto favorevole della sola maggioranza, deciderà sulla pratica. La palla passerà poi a Coemi, che entro 90 giorni deve liberarsi di alcune zavorre, in tempo utile per sottoscrivere l’accordo di compravendita. «Ci sono ipoteche consolidate – ha precisato l’assessore - accumulate in questi anni, fra cui anche un pignoramento da quasi 200mila euro. Devono liberarle per far partire la questione, come hanno promesso verbalmente. Devono mettere a disposizione anche il parcheggio interno di Borgo Faxhall e liberare gli uffici».

«Perché il Demanio- ha tuonato l’ad Bertola - ci ha messo quattro mesi per dare una risposta, rallentando la partita? «Il Demanio - è la replica di Bisotti - forse ha avuto qualche perplessità su questa zona, Reggi, direttore dell’Agenzia, non ha rallentato la cosa di certo. Dovevano fare delle valutazioni sostanziali sul progetto. Poi hanno riconosciuto che la cosa stava in piedi. I valori non sono sovrastimati, come qualcuno pensava. L’opposizione dice che favorisco Coemi, ci mancava solo che dicessero che abbiamo preso una tangente… con questa perizia invece ci siamo tutelati, sappiamo il reale valore degli immobili e la loro condizione».

«I soldi per mettere a posto gli uffici – ha chiarito l’assessore - ci sono già. Da febbraio ci si potrebbe già lavorare, se tutto va per il verso giusto. Credo che al 99% la pratica passerà in consiglio, la maggioranza c’era in commissione ed era compatta. Non so se l’opposizione s’inventerà qualche ostruzione, chiederà il rinvio o altre cose. Sono moderatamente ottimista. Io devo chiudere la partita entro il 31 dicembre per ragioni di bilancio».

Bertola si è detto molto preoccupato dell’atteggiamento che potrà avere l’opposizione, rappresentata dal centrodestra e dal Movimento 5 Stelle, che in commissione hanno provato a stoppare la pratica su Borgo Faxhall. «Saremo con una delegazione in consiglio comunale. Da noi c’è stima per l’assessore, non per altri politici del suo schieramento. Se non passa per noi è guerra. Sono vent’anni che prendiamo bastonate dal privato e dal pubblico. Siamo in mezzo a prenderle da troppo. Siete arrivati lunghi sulla questione».

Bisotti, durante l’incontro, ha ammesso le colpe delle precedenti amministrazioni e di ex dirigenti del Comune di Piacenza. «Non faccio nomi e cognomi, sarebbe indelicato e pericoloso, però mi sono fatto le mie idee…ho visto tutte le carte, qualche cosa non è andata bene. Noi invece la faccia su questo tema ce l’abbiamo messa. Il sindaco mi ha dato questo compito di risolvere la questione e io ce l’ho messa tutta.  Noi con questo atto poniamo non la prima pietra, ma un bel macigno. Se ci fossimo arrivati un anno prima sarebbe stato meglio per fare qualche passo successivo, ora rischiamo di non trovarci poi noi a gestire il problema.  Questa però è l’unica soluzione possibile. Gli altri percorsi avrebbero allungato di tanti anni le cose, con cause legali. Ora almeno c’è un orizzonte».

L’ad di Borgo Faxhall intende giocare un ruolo nella prossima campagna elettorale. «Chiederemo indicazioni precise a tutti i candidati a sindaco di ogni schieramento. Vogliamo garanzie. Vogliamo conoscere l’eredità di questa partita. Siamo pronti a fare campagna elettorale per chi ci sosterrà, offriremo la galleria, i nostri mezzi a disposizione per raccogliere voti verso chi si impegnerà a tutelarci».

L’assessore, durante l’incontro durato oltre un’ora, ha ascoltato le lamentele dei commercianti. «La ringraziamo che ci ha messo la faccia – gli ha detto l’imprenditore Calabrese – capiamo però che la politica è sempre più dissociata dalla realtà. Questo è un problema del 2000, io ho deciso ultimamente di reinvestire 250mila euro e assumere 5 persone in più, la politica invece aspetta il 19 dicembre per provare a far partire qualcosa. Sarebbe brutto per me giustificare agli assunti che rischiano un licenziamento se la Galleria muore. Io ho dato lavoro a della gente e la politica mi impedisce di fare l’imprenditore». «Ero venuto qua pensando di fare il commerciante – ha detto un altro titolare -, eravamo tutti venuti qua pensando di fare i baristi, i farmacisti, i commercianti, invece facciamo i carabinieri e i poliziotti. Il problema sicurezza intanto, in questi anni, è rimasto». 

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