menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Nella foto sotto, Cesare Bertola

Nella foto sotto, Cesare Bertola

La galleria Borgo Faxhall: «I problemi vengono scansati dal Comune, aspettiamo da troppo tempo»

Con l’indagine della Procura e della Corte dei Conti si preannuncia un’altra lunga fase di stallo per la riqualificazione degli oltre 3mila metri quadrati di spazi di proprietà del Comune. L’amministratore della galleria Cesare Bertola: «La Giunta Barbieri ha preferito portare gli atti in Procura, piuttosto che affrontare una riqualificazione degli spazi di sua proprietà. E noi continuiamo ad aspettare»

La sensazione è che, se già c’erano pesanti ritardi, con l’avvio di una indagine della Procura di Piacenza – che vede l’iscrizione di tre nomi eccellenti nel registro degli indagati -, i tempi già complessi della riqualificazione di Borgo Faxhall rischiano di diventare veramente “biblici”. Dalla primavera 2017 i 3300 metri quadrati di uffici presenti all’interno del comparto sono infatti di proprietà del Comune di Piacenza. Dopo un atto di compravendita tra l’ente e la società milanese Coemi Property, stilato dalla precedente Giunta Dosi, e molto dibattuto in Consiglio comunale, il Comune è ora il proprietario di quegli spazi. L’intenzione è sempre stata quella di portare in quel sito numerosi uffici dell’ente, e ridare impulso così alle attività commerciali presenti all’interno, oltre che all’area della stazione ferroviaria. L’Amministrazione Barbieri, in carica dall’estate 2017, ha aggiunto un’altra proposta: portare lì la sede della Polizia Municipale. Un presidio che garantirebbe maggiore sicurezza, in un’area spesso al centro di episodi di microcriminalità (non tanto all’interno della galleria, ma nell’area della stazione ferroviaria e del vicino quartiere di Porta Galera).

La riqualificazione di Borgo Faxhall è però ancora in alto mare. L’ex assessore ai lavori pubblici Paolo Garetti – dimessosi in questi giorni -, poco tempo fa a IlPiacenza.it sottolineò le molteplici difficoltà riscontrate dai suoi uffici solamente per raccogliere tutta la documentazione necessaria per far partire lavori di manutenzione all’interno degli oltre tremila quadrati di spazi acquistati dal Comune. Stiamo parlando di un condominio dove convive una parte commerciale (che prosegue, nonostante tutto, con le sue attività), e una parte di terziario, questa alle prese con diversi problemi strutturali e di manutenzione.  

Una vicenda – quella della riqualificazione – già complessa di suo, che vede ora aprirsi un nuovo capitolo. Il sindaco Patrizia Barbieri, nel giugno 2018, in un dibattito in Consiglio comunale, ha annunciato l’intenzione di portare la pratica della compravendita di Borgo Faxhall in Procura. Cosa che poi ha puntualmente fatto. Per il primo cittadino, la passata Amministrazione, evidentemente, non avrebbe fatto gli interessi del pubblico, sottoscrivendo quell’accordo che chiudeva un contenzioso durato tanti anni. La Procura ha acquisito gli atti e ha disposto, nella giornata del 26 ottobre, di prelevarne altri. Per questo le sedi comunali di Palazzo Mercanti e di via Scalabrini sono state perquisite e sotto indagine sono finiti l’ex assessore Silvio Bisotti e i dirigenti Taziano Giannessi e Giovanni Carini.

Viene da pensare che, con un’indagine del genere, la riqualificazione di Borgo Faxhall viva ora una fase di ulteriore stallo. Ha un po’ perso le speranze il rappresentante della galleria commerciale CEsare Bertola-3della struttura, che attende da tempo l’arrivo degli uffici comunali al suo interno. «Siamo stufi che il nome della galleria Borgo Faxhall – sbotta l’amministratore Cesare Bertola – venga sempre associato all’accordo tra Coemi Property e il Comune. Questa vicenda ci vede estranei. L’indagine non riguarda la galleria e le sue attività commerciali. Non ne possiamo più: in Procura gli atti dovremmo portarli noi per tutelarci dai danni d’immagine che la galleria subisce. È una vergogna». Bertola è amareggiato e «disgustato»: la luce in fondo al tunnel ancora non si vede. «Eravamo già in ritardo alla fine degli anni ’90: stiamo parlando di vent’anni di ritardi cronici, è una vicenda emblematica di come vanno le cose in questo Paese. È l’ennesima testimonianza che i problemi si preferisce scansarli, invece che affrontarli. Noi come galleria commerciale siamo vittima di questo “schifo”, di questa situazione che si protrae da vent’anni. Come galleria siamo in regola su tutto: come documentazione, come autorizzazioni, come impianti, come sicurezza. Eppure ci troviamo invischiati in promesse non mantenute, tempistiche mai chiare».

I tempi sembrano allungarsi a dismisura. «Si era intravisto uno spiraglio alla fine del mandato della precedente Giunta Dosi – precisa Bertola -, poi invece abbiamo visto che la nuova Amministrazione ha preferito portare gli atti in Procura, piuttosto che affrontare la situazione. Si sono parati le spalle, si sono guardati bene dal rimboccarsi le maniche. E noi commercianti rimaniamo là, in attesa che “Dio che ce la mandi buona”».

Sta dicendo che l’Amministrazione ha preferito prendere tempo e bloccare le cose per un po’, portando in Procura gli atti? «Bisognerebbe porre questa domanda a loro – replica l’amministratore -. Noi abbiamo fatto passi da gigante per rilanciare la galleria in questi ultimi anni: i nostri spazi sono stati ripuliti, ordinati, vigilati, manutenuti, curati. Abbiamo rifatto il nostro parcheggio, i bagni. Ma c’è puntualmente qualcuno, ogni volta diverso, che non perde occasione per affossarci in modo inspiegabile».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

«Il giardino di via Negri è un ritrovo di spacciatori»

Attualità

Inps: «Nuovo tentativo di truffa tramite e-mail»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

IlPiacenza è in caricamento