Bottigliata alla gola, il marocchino arrestato: «Mi sono solo difeso dopo essere stato pestato a sangue»

L'uomo resta in carcere accusato di tentato omicidio e rapina nei confronti di un connazionale. Disposti accertamenti medici sulle ferite riportate dall'aggressore

Sarebbe stato un piccolo screzio a scatenare la violenza, la notte del 31 agosto, fra tre nordafricani, uno dei quali è finito all’ospedale con una ferita alla gola provocata da colpo sferrato con una bottiglia rotta. L’uomo arrestato dai carabinieri subito dopo è un marocchino che è stato sentito ieri, 3 settembre, dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Bersani, per la convalida dell’arresto. Il pm Ornella Chicca ha ipotizzato i reati di tentato omicidio e rapina. Lo steso pm ha disposto oggi accertamenti sulle ferite e le tumefazioni dell’arrestato. L’aggressore, un 40enne, difeso dall’avvocato Wally Salvagnini, ha dato al giudice la propria versione dei fatti. Mi sono solo difeso, avrebbe detto, perché ero stato aggredito e poi pestato. Il 40enne ha numerosi precedenti penali ed era anche stato espulso.

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L’uomo con un connazionale e un algerino si erano ritrovati nel parcheggio di Borgo Faxhall per bere insieme. A un certo punto, secondo il presunto aggressore, i due gli avrebbero chiesto un po’ di hascisc da fumare. Alla risposta negativa, la coppia si sarebbe scagliata contro il marocchino picchiandolo con una catena e un lucchetto. Il pestaggio è continuato anche quando lui era a terra. Con il volto insanguinato e un occhio tumefatto, il 40enne si rialza afferra una bottiglia trovata nei pressi e la agita davanti ai due, ferendo al collo il connazionale. Trasportato in ospedale, quest’ultimo è stato medicato e dimesso poco dopo. Al giudice, il marocchino ha anche detto di non aver rapinato l’altro marocchino né di aver fatto resistenza ai carabinieri che lo hanno arrestato.

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