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La polizia e i soccorsi sul posto

La polizia e i soccorsi sul posto

Bottigliate per un selfie negato, nigeriano patteggia e torna libero

Quattro mesi a un 22enne, in attesa di richiesta di asilo, che colpì in via Pozzo un connazionale per un selfie negato

Ha patteggiato la pena di 4 mesi ed è tornato in libertà il nigeriano di 22 anni che aveva ferito gravemente un connazionale di un anno più anziano colpendolo più volte alle braccia con il collo di una bottiglia rotta. La vittima aveva riportato ferite con una prognosi di 40 giorni. Il nigeriano, richiedente asilo, accusato di lesioni gravissime, ha patteggiato, il 13 febbraio, la pena davanti al giudice per l’udienza preliminare, Stefano Brusati. Il 22enne, difeso dall’avvocato Mara Tutone, aveva colpito il connazionale il 31 luglio dello scorso anno, in via Pozzo. Fermato dalla polizia aveva poi confessato di aver colpito l’altro giovane. Alla base del gesto di violenza, futili motivi: la vittima avrebbe negato il proprio cellulare al nigeriano che voleva farsi un selfie. Il nigeriano aveva sostenuto di essersi difeso perché aggredito dal 23enne. Il 22enne era ospitato nel centro di Pontedellolio. Dopo l’aggressione, la prefettura aveva sospeso la sua richiesta di restare in Italia come rifugiato. Lui, intanto, era irreperibile. Una settimana dopo, il 22enne era stato trovato. Il 6 agosto era stato fermato dai poliziotti all’uscita della Commissione Rifugiati a Bologna. Dopo la denuncia, il giovane era stato trasferito al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Bari.

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