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Lunedì, 4 Marzo 2024
Dopo il rogo / Ferriere

«Sognavo questa casa da sempre, sono rimaste solo macerie»

Pascal Malchiodi, 64enne italo-francese, era pronto per inaugurare la nuova abitazione a Brugneto di Ferriere, poi l'incendio: «In un'ora e mezzo non si è salvato nulla». Gli amici stanno cercando di aiutarlo

«Questo weekend doveva essere un momento di festa per la mia famiglia, inauguravamo la casa nuova. Invece nel giro di un’ora e mezza ho perso tutto. C’est tout fini!». Il 64enne italo-francese Pascal Malchiodi guarda quello che resta del suo chalet di montagna, un cumulo di macerie.

Mercoledì 29 novembre la casa in legno a Brugneto di Ferriere è andata improvvisamente in fiamme e non si è salvato nulla. «Venerdì - spiega l’uomo - sarebbe dovuto venire l’elettricista per attaccare il contatore dell’energia elettrica, così questo fine settimana era finalmente tutto a posto, anche se già da alcuni giorni dormivo qui per lo sfizio di starci più tempo possibile».

La casa, non ancora assicurata, è stata costruita quest’anno da Malchiodi - in pensione da due anni, con un passato da autista nel Piacentino e da muratore in Francia - insieme ad alcuni operai, ma anche familiari e amici avevano contribuito alla sua costruzione. Qui doveva trasferirsi, insieme alla madre, dalla vecchia casa di famiglia.

Quella fatidica mattina del 29 novembre, prima di partire per Piacenza per effettuare alcuni acquisti, aveva acceso il camino. «Era stato installato da quindici giorni, avevo già scaldato in diverse occasioni. A mezzogiorno mi hanno telefonato spiegandomi dell’accaduto. All’una e mezza ero di ritorno a Brugneto e la casa non c’era più. Mia madre, vedendo il fumo, ha chiesto aiuto in paese. Alcune persone sono salite sul tetto per cercare di spegnere con una canna d’acqua, ma non c’era già più niente da fare. Ci ha messo poco tempo a bruciare tutto, in un’ora e mezza non si è salvato nulla».

L’uomo guarda le macerie e parla con un filo di voce. «Sognavo questa abitazione a Brugneto da sempre, frutto dei risparmi miei e di mia madre. Ho pianto tre volte in vita mia: di gioia quando è nato mio figlio, per la disperazione quando è morto mio padre e quando ho visto la casa distrutta».

I suoi amici, intanto, hanno lanciato una sottoscrizione all’interno di una piattaforma online francese che ha già raccolto in poche ore più di 11mila euro e continua a crescere. Così come tanta è la solidarietà che sta ricevendo in queste ore di sconforto, tra Ferriere (luogo d'origine) e Nogent sur Marne, il sobborgo parigino dove vivono tantissimi emigrati valnuresi. «Non so che dire, ho 64 anni, mi stanno aiutando persino dei ragazzi giovani o delle persone che so essere in condizioni economiche molto peggiori delle mie». Malchiodi, al momento, ha il morale troppo a terra e non trova le forze per ipotizzare una ricostruzione: «Sono rimasto senza niente, il mio unico pensiero è questo».

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