Bullismo a scuola, 16enne vendeva cellulari con botte e minacce

E' stato arrestato un 16enne con l'accusa di ricettazione, rissa e furto. Il ragazzo vendeva ai compagni di scuola cellulari rubati sotto la minaccia di botte e ricatti. Ora si trova nel carcere minorile di Bologna

polizia_177Un ragazzo di 16 anni è finito in carcere. Nel carcere minorile di Bologna, dove si cercherà di recuperarlo. Il provvedimento (un'ordinanza di custodia cautelare) si è reso «necessario» - dice la polizia - non solo per i reati di cui è accusato l'adolescente (furto, ricettazione, rissa) ma anche per il quadro complessivo di un atteggiamento deviato, violento e preoccupante, che non accennava a ravvedersi nonostante fosse già stato richiamato (e denunciato) dalla polizia dopo i primi episodi di bullisimo avvenuti di recente.

GIRO DI CELLULARI RUBATI - Gli agenti della sezione minori della squadra mobile infatti spiegano che il 16enne, nato in Italia da genitori magrebini, aveva messo in piedi un giro di telefonini cellulari che rubava e poi cercava di rivendere ai coetanei. Ma cercava di rivenderli, certe volte, anche con la forza, minacciando altri adolescenti se non addirittura, in certi casi, arrivando a mettere le mani addosso. Poco più di un mese fa, ad esempio, era stato denunciato per aver minacciato un coetaneo al quale aveva affidato l'incarico di rivendere un cellulare rubato, ma lui non era riuscito. E, pretendendo i soldi ugualmente, lo aveva atteso fuori da scuola brandendo un tirapugni, (Nella foto).

DENUNCIATO ANCHE PER RISSA - «Da allora - spiegano in questura - nonostante la denuncia a piede libero e gli avvertimenti da parte nostra sui rischi che correva se avesse continuato a comportarsi in questo modo, non ha minimamente accennato un ravvedimento. Anzi, è stato denunciato una seconda volta, con altri due complici, per furto e ricettazione dopo che gli abbiamo trovato altri cellulari rubati. E, pochi giorni fa, è stato denunciato ancora per una rissa nella quale era rimasto coinvolto a Castelsangiovanni, fuori da una comunità di accoglienza, e che era scaturita per un regolamento di conti nell'ambito di questo tipo di affari illeciti».

OSPITATO IN COMUNITA' - Gli agenti della sezione minori spiegano che, accanto ai reati commessi dal 16enne, c'è un contesto familiare di profondo disagio che lo aveva portato a essere ospitato in una comunità di accoglienza della provincia. Nonostante ciò, il giovane non dava segni di ravvedimento anzi - dice la polizia - dimostrava un atteggiamento sempre più spavaldo, aggressivo e noncurante delle regole; fino ad arrivare a vere e proprio fughe dalla comunità e alla disobbedienza degli obblighi che aveva, primo tra tutti quello scolastico.

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IL CARCERE - In questo quadro la procura di Bologna ha chiesto una misura cautelare presso il carcere minorile "unico modo - conclude la mobile - di provare un'attività di recupero, rieducazione e reinserimento seria. Infatti quando l'altro pomeriggio lo abbiamo arrestato, durante il viaggio verso Bologna faceva ancora lo spavaldo, ma quando diamo arrivati in carcere, ha iniziato a cambiare atteggiamento, avendo probabilmente compreso che la situazione era seria e che aveva toccato il fondo"

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