Cadavere nel Po forse di origine asiatica: addosso aveva una maglia da calcio

Emergono nuovi dettagli che, si spera, possano aiutare gli investigatori a risalire all’identità del cadavere del ragazzo ritrovato nella mattinata di lunedì 11 novembre tra le griglie della centrale idroelettrica di Isola Serafini

Emergono nuovi dettagli che, si spera, possano aiutare gli investigatori a risalire all’identità del cadavere del ragazzo ritrovato nella mattinata di lunedì 11 novembre tra le griglie della centrale idroelettrica di Isola Serafini, a Monticelli. Ora si trova all’obitorio di Pavia dove nei prossimi giorni il sostituto procuratore Ornella Chicca potrebbe disporne l’esame autoptico. Se il medico legale dovrà accertare l’esatta causa della morte, che con molta probabilità è da ricondurre all’annegamento, i carabinieri dovranno risalire all’identità della salma che sembrerebbe appartenere ad un uomo di giovane età, sicuramente non più di trent’anni e non meno di venti. Dai primi accertamenti effettuati dai militari dell’Arma della Compagnia di Fiorenzuola e da quelli del Nucleo Investigativo di Piacenza, pare che al momento del ritrovamento da parte dei tecnici dell’impianto Enel, indossasse soltanto una maglietta di una squadra di calcio con le strisce blu e nere (Inter o Atalanta). Era sprovvisto invece di scarpe e pantaloni. Il corpo sarebbe stato in acqua per circa una settimana e a trasportarlo fino allo sbarramento dove si trovano le turbine che producono energia elettrica, sono state le forti correnti degli ultimi periodi. Le stesse che, probabilmente gli hanno strappato i vestiti, rimasti forse impigliati tra i massi e i tronchi presenti lungo le rive del Po. L’identità del cadavere del ragazzo, che potrebbe avere origini asiatiche, ma non si esclude che la forza dell’acqua possa aver "rovinato" in qualche modo la pelle, resta ancora del tutto sconosciuta.

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