Calendasco, s'inventa rapina per non dire alla mamma di aver perso soldi

Un piacentino 26enne sperpera 80 euro - della madre - bruciandoli in un videopoker a Calendasco. Tornato a casa, s'inventa "una rapina" per giustificare la somma persa. Denunciato per simulazione di reato

«Un tizio mi ha rapinato. Avevo appena vinto duecento euro ai videopoker ma mi ha atteso fuori dal bar e mi ha aggredito rubandomi tutto». E' questa la storia che ieri sera si è inventato un piacentino di 26 anni, e che ha creato un certo allarme tra i carabinieri, convinti di trovarsi di fronte alle ricerche di un pericoloso rapinatore.

LA BALLA - Invece il giovane si era inventato tutto, per non dover ammettere davanti alla madre che si era giocato alle macchinette i soldi che lei invece gli aveva dato per fare moneta. E ovviamente aveva perso tutto, fino all'ultimo centesimo. Il 26enne, incensurato, ora dovrà rispondere di simulazione di reato, e per lui è scattata la denuncia a piede libero da parte dei carabinieri della stazione di San Nicolò. Tutto è iniziato intorno alle 23 di sabato 13 novembre, quando il 26enne è entrato in un bar di Calendasco.

SOLDI BUTTATI VIA - In tasca aveva ottanta euro che la madre gli aveva dato affinché andasse a fare moneta in banconote di piccolo taglio. Entrato al bar, però, il giovane non ha resistito dal tentare la fortuna con i videopoker, ma gli è andata decisamente male. Intorno a mezzanotte, quando è rientrato a casa, ha raccontato alla madre la storia della rapina, con tanto di sangue che usciva dal naso a testimonianza del cazzotto ricevuto da chissà quale malvivente. La donna però, allarmata, ha subito avvertito il 112 e sul posto è arrivata la pattuglia dei carabinieri della stazione di San Nicolò per raccogliere una descrizione del rapinatore da diramare anche alle altre pattuglie.

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DENUNCIATO - I militari però, parlando con il ragazzo, si sono subito accorti di numerose incongruenze nel suo racconto. Dopo aver fatto anche una verifica al bar, alla fine lo hanno portato in caserma e, messo alle strette, ha confessato di essersi inventato tutto di sana pianta. Inevitabile la denuncia.

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