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Maxi indagine anti corruzione / Zerba

«Appalto concordato al ribasso», anche Zerba nel mirino di Susino. Divieto di dimora per Borrè

L’imprenditore finito in carcere allaccia rapporti con l’ex sindaco e attuale vicesindaco Claudia Borrè. Nel mirino dei pm i lavori nella ex scuola del comune dell'alta Valtrebbia

Il vicesindaco di Zerba, Claudia Borrè, al momento non può stare nel territorio del suo comune. Il divieto di dimora è nella misura cautelare imposta all’ex sindaco (per quindici anni, fino al 2019, prima di essere la vice di Piero Rebolini) del comune più piccolo dell’Emilia-Romagna, accusata di turbativa d’asta e falso in atto di pubblico in concorso. Anche lei sarebbe finita nella fitta rete di rapporti che l’imprenditore Nunzio Susino ha allacciato in Alta Valtrebbia.

Borrè nel 2019, alla ditta “Altavaltrebbia” di Susino, avrebbe assegnato un affidamento da 16mila euro per l’appalto dei lavori per il recupero dell’ex scuola comunale, con l'obiettivo di creare una sala polifunzionale. Affidamento concordato al ribasso tra la stessa amministratrice e l’imprenditore, negli uffici di quest’ultimo. Non solo, la gara avrebbe dovuto avere almeno tre partecipanti. E questi vengono trovati da Susino e Borrè. Una è la “Edilgiemme”, che però aveva dichiarato pubblicamente di non essere interessata al bando.

Nell’ottobre 2019 - secondo i pm di Piacenza - Borrè con il tecnico comunale Gaetano Marci avrebbe attestato falsamente l’arrivo di una offerta della Edilgiemme agli uffici comunali il 2 ottobre, quando invece sarebbe arrivata non prima del 5, giorno nel quale sarebbe stata consegnata da Susino presso l’abitazione privata di Borrè. Borrè avrebbe ricevuto da Susino una busta contenente l’offerta formulata da Ridella (Edilgiemme) per un appalto.

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