«Cambiamo la legge Fornero, un tappo per l'occupazione giovanile»

Passa anche dalla Prefettura di Piacenza la protesta che i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato per giovedì in via San Giovanni. Appuntamento alle 16.30 davanti al palazzo del Governo

da sinistra a destra: Ivo Bussacchini, segretario organizzativo Cgil, Ivan Bersani, segretario Cisl Parma-Piacenza e Francesco Bighi, Uil Emilia

Chiedono il cambio della Legge Fornero e che i fondi vengano trovati all'interno della legge di Stabilità. Passa anche dalla prefettura di Piacenza la protesta che i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato per giovedì in via San Giovanni. La vertenza è a sostegno del confronto che i sindacati dei pensioanti Spi, Fnp e Uilp hanno imbastito con il ministro Poletti.

Ivo Bussacchini (Cgil), Ivan Bersani (Cisl) e Francesco Bighi (Uil) hanno spiegato le motivazioni per le quali le parti sociali chiamano i cittadini alla mobilitazione prevista alle 16,30 di fronte al palazzo del Governo.

“Negli ultimi 15 anni – hanno detto i tre rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil - si sono susseguiti interventi che hanno aumentato l'età lavorativa e diminuito il sistema di erogazione della pensioni.  Cgil-Cisl-Uil chiedono che, a partire dalla legge di Stabilità, si definisca un intervento strutturale di modifica della legge Fornero che permetta di andare in pensione un po’ prima, ripristinando la flessibilità in uscita. Ciò anche per favorire il turn-over, quindi per incrementare l’occupazione giovanile. Va inoltre varata la settima salvaguardia per i lavoratori esodati, e consentita l’applicazione dell’opzione donna, misure entrambe che non hanno bisogno di nuove coperture. I sindacati chiedono anche risorse certe per la rivalutazione delle pensioni in essere”. Una delegazione dei sindacati verrà ricevuta dal prefetto. “Sosterremo che l'aumento della disoccupazione giovanile è colpa anche della riforma previdenziale targata Fornero”. 

I confederali chiedono che venga ripristinata la flessibilità dell'età pensionabile e venga previsto il diritto alla pensione per tutti coloro che hanno raggiunto i 41 anni di contribuzione (a prescindere dall'età anagrafica), sia per dare una risposta ai lavoratori precoci, sia per aumentare gli spazi occupazionali a favore delle giovani generazioni. Chiedono che venga prevista la proroga della normativa relativa “all'opzione donna” (calcolo della pensione con il sistema contributivo con 57 anni di età e 35 di contributi)  per consentire alle lavoratrici che ne hanno necessità di uscire anticipatamente dal lavoro e che vengano stanziate le risorse necessarie per chiudere definitivamente e positivamente “la questione esodati”, risolvendo anche i problemi dei macchinisti e delle “quota 96” per i lavoratori della scuola  (penalizzati da un errore della legge Fornero).

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