Caminata, Nibbiano e Pecorara saranno un unico comune

Passa il Referendum sulla fusione dei comuni di Caminata, Nibbiano e Pecorara: i dati definitivi. Affluenza al 53%

Il Piacentino avrà la sua prima fusione dei comuni e la nuova realtà si chiamerà "Alta Val Tidone". Dopo aver visto bocciare quella tra Borgonovo e Ziano, tra Vigolzone e Pontedellolio e tra Bettola-Farini-Ferriere, in Valtidone tre comuni si fonderanno nei prossimi mesi. I residenti di Caminata, Nibbiano e Pecorara hanno detto “sì”: questo è l’esito del Referendum andato in scena nella giornata di domenica 28 maggio. Con il 66,34% complessivo tra i tre paesi, si procederà così all’iter di formazione del nuovo comune. Hanno votato 1.350 cittadini, 1337 sono i voti validi (schede bianche 9, nulle 4):  887 i ‘sì’ (66,34%), 450 ‘no’ (33,66%). A Caminata il Sì ha ottenuto il 79,74% (122 voti) contro il 20,26% del “No” (31 voti). A Nibbiano il Sì ha prevalso con il 64,01% (539 voti) e il No ha raccolto il 35,99% (303 voti). A Pecorara il Sì ha raggiunto il 66,08% (226 voti), mentre il No si è fermato al 33.92% (116).

IL NOME DEL NUOVO COMUNE

Il secondo quesito, ovvero la denominazione del nuovo Comune, ha visto prevalere la scelta del nome "Alta Val Tidone". Alta Val Tidone ha raccolto 529 voti (51,51%), Altavaltidone 176 (17,14%), Corte Val Tidone 104 (10,13%), Valtidone Alta 78 (7,59%), Chiusa Val Tidone 65 (6,33%), Penica 21 (2,04%), Penica Val Tidone 19 (1,85%), Monte Aldone 12 (1,17%), Montaldone 12 (1,17%) e Rio Molato 11 (1,07%). A Caminata i votanti sono stati 156, i voti validi 125 (schede bianche 29, nulle 2): Alta Val Tidone ha ottenuti 71 voti (56,80%), Altavaltidone 24 (19,20%), Chiusa Val Tidone 13 (10,40%). A Nibbiano 849 votanti, 636 i voti validi (schede bianche 169, nulle 44): Alta Val Tidone ha conquistato 326 voti (51,26), Altavaltidone  104 (16,35%), Corte Val Tidone 80 (12,58%). A Pecorara 340 votanti, 266 voti validi (schede bianche 64, nulle 10); Alta Val Tidone ha ottenuto 132 (49,62%), Altavaltidone 48 (18,05%), Valtidone Alta 25 (9,40%).

AFFLUENZA

Alle 23 di domenica 28 maggio, alla chiusura dei seggi, su 2.789 cittadini aventi diritto al voto sono complessivamente 1.350 (il 53,61%) coloro che hanno votato per il primo quesito (fusione dei Comuni) e 1.345 (il 53,37%) quelli che hanno votato il secondo quesito (nome del nuovo Comune). A Caminata (238 elettori): 156 votanti (il 65,55%) per entrambi i quesiti. Nibbiano (1.854 elettori): 849 votanti (il 45,79%) per entrambi i quesiti. Pecorara (697 elettori): 345 votanti (il 49,50%) per il primo quesito e 340 votanti (il 48,78%) per il secondo.

I COMMENTI

Fusioni Comuni. Consensi bipartisan per la nuova amministrazione "Alta Val Tidone" nel piacentino

Un nuovo Comune unico denominato ‘Alta Val Tidone’. Sull’esito del referendum consultivo, che ha sancito la vittoria dei ‘sì’ col 66,34% dei voti alla fusione dei Comuni piacentini di Caminata, Nibbiano e Pecorara, intervengono Gian Luigi Molinari (Pd) e Tommaso Foti (Fdi-An), rispettivamente relatore di maggioranza e di minoranza del progetto di legge regionale di fusione dei tre Comuni, nonché Katia Tarasconi (Pd) e Matteo Rancan (Ln), gli altri due consiglieri regionali del piacentino. Secondo Molinari, l’unificazione dei tre Comuni, voluta da un’ampia maggioranza dei votanti, è una notizia positiva perché rappresenta, per il territorio piacentino, una novità istituzionale che segna il passaggio a nuove e importanti opportunità amministrative. La consistente vittoria del ‘sì’ – ha commentato il relatore di maggioranza – è da ascrivere alla volontà e all’impegno profuso sul territorio dai sindaci, dai consiglieri comunali e dai cittadini, che hanno creduto al progetto di istituire un unico Comune per meglio rispondere alle esigenze delle comunità locali. Oggi – ha concluso il consigliere – si apre una nuova fase nella nostra provincia per aprire il confronto anche in altri Comuni in cui si manifestasse interesse alla fusione. Per Foti, l’esito del referendum ha dato ragione alla determinazione e alla capacità con la quale i tre sindaci, peraltro di diverso orientamento politico, hanno portato avanti il progetto di fusione con il consenso pressoché unanime dei rispettivi consigli comunali. Quando le fusioni di Comuni – ha commentato il relatore di minoranza – non si fondano su aspettative di tipo economico ma rispondono, come in questo caso, a una logica territoriale, incontrano il consenso dei cittadini. Spiace solo – ha concluso – che questa fusione non abbia coinvolto anche il Comune di Pianello Val Tidone, ma l’auspicio è che accada presto, al pari dei Comuni in cui il processo, dopo le recenti bocciature in Val Nure e in Val Tidone, si è arrestato. Sono particolarmente soddisfatto del risultato referendario – ha affermato Rancan – perché la Lega Nord si è da subito pronunciata a favore della fusione dei tre Comuni e se il volere dei cittadini è andato in questa direzione è segno che avevamo fatto le giuste valutazioni politico-amministrative. Il mio auspicio – ha concluso – è che ora l’iter legislativo che deve portare all’istituzione del nuovo Comune unico di Alta Val Tidone sia celere. Soddisfatta per il ‘sì’ alla fusione anche la consigliera Tarasconi, che ha evidenziato come l’elemento determinate sia stata la condivisione, al di là degli orientamenti e delle appartenenze politiche, del progetto di unificazione delle tre amministrazioni comunali, a partire dalle singole realtà territoriali. Si tratta – ha concluso – di un’esperienza che il Partito Democratico guarda con favore e a cui è disponibile a dare tutto il sostegno che sarà richiesto.

Il Pd: «Con il nuovo Comune Alta val Tidone nuove prospettive di sviluppo per tutta la vallata»

«Il voto con il quale i cittadini di Nibbiano, Pecorara e Caminata – scrive Loris Caragnano, segretario provinciale Pd - hanno deciso la fusione dei loro comuni è un passaggio storico per la Val Tidone e per la provincia di Piacenza.  Il Partito democratico ha sempre sostenuto il progetto di fusioni che il Presidente della Regione Stefano Bonaccini  ha indicato fra i suoi punti programmatici. Con coerenza  lo abbiamo fatto anche in questo caso perché crediamo fortemente che sia necessario lavorare per rendere più forti i Comuni, per renderli più attrezzati a rispondere ai bisogni dei cittadini, creare nuovi servizi e nuove opportunità di crescita. Il referendum, consultivo,  risponde all’esigenza di coinvolgere i cittadini in questo percorso fortemente democratico . Chi invece ha scelto di rimanerne fuori ha commesso un grave errore politico e di strategia per lo sviluppo della vallata. Il risultato netto del voto in tutti e tre i comuni è di buon auspicio per il futuro confronto per la definizione delle proposte programmatiche di chi si confronterà quando il prossimo anno i cittadini saranno chiamati ad eleggere l’amministrazione comunale che dovrà concretizzare il progetto di fusione. Il Partito democratico ci sarà per contribuire a questo percorso. Intanto il nostro ringraziamento va in questo momento a tutti coloro, amministrazioni, Comitato per il Si e cittadini che hanno creduto e lavorato per questo straordinario risultato».

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