Campagna "anti dieta vegana" di Confagricoltura, Veg&Joy: «Posizioni prive di supporto scientifico»

L'associazione piacentina Veg&Joy: «Le posizioni di Confagricoltura Donna sono senza il minimo riferimento bibliografico. Ad aggravare la situazione, capita anche che queste dichiarazioni siano effettuate da persone in aperto conflitto di interesse»

Associazione Veg&Joy di Piacenza replica a Confagricoltura Piacenza che qualche giorno fa ha lanciato un progetto di educazione alimentare "anti dieta vegana": «La nostra associazione è attiva sul territorio locale da circa un anno, e si occupa di promuovere l’etica vegan da tanti punti di vista, anche attraverso l’alimentazione. Per poter essere un’associazione affidabile e riconosciuta da chi partecipa alle nostre attività, basiamo il nostro lavoro anche su studi scientifici attendibili come quelli dell’Associazione Dietologi Americani (cfr Pubmed), che dichiara: "È posizione dell’ADA che le diete vegetariane appropriatamente pianificate, incluse le totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, nutrizionalmente adeguate e possono fornire benefici alla salute ed aiutare nella prevenzione e il trattamento di alcuni tipi di malattie. Diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per gli individui durante tutti i passaggi del ciclo di vita, inclusi gravidanza, allattamento, infanzia, fanciullezza ed adolescenza ed anche per atleti". Ci avvaliamo, inoltre, di collaborazioni importanti e affermate in campo medico e scientifico, per cui, anche in questa occasione, abbiamo chiesto la collaborazione della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana per rispondere alle parole di Rosanna Scipioni, presidente di Confagricoltura Donna. Nello specifico riportiamo la risposta che  Mario Berveglieri (pediatra di base; medico-chirurgo, specialista in pediatria, scienza dell'alimentazione, biochimica e chimica clinica, idrologia medica, igiene e medicina preventiva; perfezionamento in dietetica e dietoterapia; master in nutrizione vegetariana) ci ha inviato dopo aver letto il progetto di Confagricoltura: "L’articolo riporta che Rosanna Scipioni, presidente di Confagricoltura Donna Emilia Romagna, intervenendo sulla gestione consapevole, intende promuovere e valorizzare diete basate sul consumo di proteine animali considerate salutari all’opposto delle diete basate su cibi vegetali e integrali. Pur contenendo una proposta a dir poco sorprendente, l’articolo non è corredato dal minimo riferimento bibliografico. Peraltro nel campo dell’alimentazione è, purtroppo, assai comune la tendenza a rilasciare dichiarazioni prive di supporto scientifico, una condizione che finisce per determinare solo confusione. Oltretutto, ad aggravare la situazione, capita anche che queste dichiarazioni siano effettuate da persone in aperto conflitto di interesse che comunque non dichiarino esplicitamente l’assenza di conflitti di interesse. In base a queste osservazioni un articolo privo della benché minima bibliografia potrebbe tranquillamente essere archiviato senza commenti. Tuttavia poiché Rosanna Scipioni fa esplicito riferimento alla gestione “consapevole” e la consapevolezza non è una semplice opinione personale, ma un parere che scaturisce solo dalla evidenza scientifica dopo un esame ampio e documentato della bibliografia aggiornata, sembra opportuno provare a dare un contributo ad una vera consapevolezza nella scelta fra diete a base vegetale e integrale e diete a base di prodotti di origine animale. A questo  proposito crediamo sia di una certa utilità la lettura di due recenti documenti, che vengono inviati in allegato e che sono facilmente reperibili in rete"».

«Il primo documento - continua - è “Raccomandazione per somministrare diete vegetali e integrali nella ristorazione scolastica e ospedaliera”: è stato sottoscritto dal  gruppo Gava R., Berveglieri M., Ferrari M.L., Toso T. e ha ricevuto il patrocinio della Società  Scientifica di Nutrizione Vegetariana. Il secondo documento è “Rapporto conclusivo della riunione del 2-12-2015” ed è stato redatto dal gruppo che fa riferimento a Franco Berrino. Gli scopi che hanno portato alla redazione dei due documenti erano identici a quelli che si è proposta Scipioni e cioè fare chiarezza sull’opportunità, sotto il profilo della salute, di seguire diete a base vegetale e integrale oppure diete a base di prodotti animali. Le conclusioni sono completamente opposte a quelle di Scipioni: sotto il profilo della salute è bene (continuare a) promuovere le diete a base  vegetale e integrale e in ogni caso minimizzare il consumo di cibi animali. E’ interessante anche notare come i documenti citati sono corredati da una cospicua e aggiornata bibliografia (184 riferimenti solo nel primo documento) pubblicata su riviste di ampio impatto che crediamo possa essere motivo di riflessione per Scipioni. Sarebbe interessante se Scipioni volesse davvero dare un contributo alla consapevolezza riesaminando le proprie proposte alla luce di questa bibliografia e al contempo presentasse a sostegno delle proprie proposte, se può, almeno qualche riferimento bibliografico recente proveniente da riviste di grande impatto. Infine sarebbe certamente apprezzabile se chiarisse la propria posizione in merito a eventuali conflitti di interessi che, ad una prima valutazione, sembrerebbero evidenti».

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