Campagna del pomodoro ormai terminata: buone le rese e la qualità

Ancora pochi giorni e poi si concluderà la campagna di trasformazione 2020 del pomodoro da industria: prospettive di mercato favorevoli

Ancora pochi giorni e poi si concluderà la campagna di trasformazione 2020 del pomodoro da industria. I conferimenti sono infatti giunti al 95% del contrattato ed è quindi già possibile tracciare un attendibile bilancio. Com’è noto nel bacino della OI Pomodoro Industria Nord Italia sono stati coltivati circa 37mila ettari, di cui poco più di 10mila nel Piacentino e dai riscontri si può affermare che la campagna si chiude con un bilancio più che positivo, con reciproca soddisfazione per produttori (che auspicano finalmente un prezzo più remunerativo per coprire costi sempre in crescita per le coltivazioni) e per l’industria che aveva impellente bisogno di rimpinguare i magazzini e quindi con buone prospettive di mercato «grazie anche - come ci ha precisato Antonio Casana Ceo di Solana a Maccastorna (Lo) fabbrica cui conferiscono molti produttori piacentini - le rese inferiori in paesi concorrenti come Spagna e Portogallo cause le piogge». 

La campagna del pomodoro 2020 era iniziata nel migliore dei modi con una corretta programmazione delle superfici e dei tempi di trapianto, come definito nel Contratto Quadro Area Nord, secondo gli accordi fra produttori e trasformatori, in risposta alle esigenze dei mercati. La situazione si era poi complicata per l’andamento climatico che aveva fatto registrare il perdurare di alte temperature, a partire dal 26 luglio, che hanno sottoposto il pomodoro nei campi a condizioni estreme e hanno causato la maturazione in contemporanea delle bacche la cui raccolta era programmata per le tre settimane successive.

La contemporaneità di maturazione aveva generato un’ingente richiesta di consegna del pomodoro da parte degli agricoltori, a cui le imprese di trasformazione però avevano risposto con gli impianti spinti al massimo della capacità produttiva e con ritiri giornalieri da record, tanto che nella settimana di Ferragosto si è raggiunto il quantitativo di circa 400mila  tonnellate consegnate, un valore mai registratosi prima nell’areale del Nord Italia. Per fortuna la situazione si è stabilizzata «ed il provvedimento regionale - ci informa Afro Morsia tecnico di Asipo (organizzazione dei produttori) - si è reso necessario solo per pochi ettari e con imitate perdite di produzione, per superfici non raccoglibili a causa del concentrarsi della maturazione». Lo stabilimento di Emiliana Conserve a San Polo ha chiuso i battenti e presto lo seguirà quello di Busseto e di seguito, nei giorni successivi, gli altri nel Piacentino e nel Parmense. «L’annata - precisa - è stato buona, con produzioni di buona qualità, un grado Brix medio di 4,85 ed “indici prezzo” superiori ai 90, ma molti anche di prezzo pieno. Limitate le malattie crittogamiche; anche il ragnetto, grazie alla difesa, è stato ben controllato, ma i costi per contenerlo sono elevati». «Poche le grandinate e limitatamente nella Valtidone. Le ultime perturbazioni non hanno determinato problematiche. Tutto ciò - conclude Morsia - potrebbe essere di buon auspicio per il prezzo della prossima campagna, purché - soggiunge- si controllino con precisione le superfici da seminare, com’è avvenuto quest’anno».

«Il nostro obiettivo è stato raggiunto - specifica Casana - per oltre il 90%,  la campagna è stata un po’ (paradosso del termine….) “concentrata”, determinando qualche problema nella lavorazione per polpe e concentrati ma possiamo ritenerci soddisfatti. Buono brix e colore e qualità più che discreta, con buone prospettive di mercato; le scorte si erano ridotte, anche se per alcune aziende ha pesato la drastica riduzione delle vendite nel canale ho.re.ca causa il Covid. In fabbrica tutto bene, compresi i rigidi controlli anti- Covid cui sono stati sottoposti tutti i lavoratori». 

Medesima situazione in Steriltom. Dario Squeri ci conferma che tutto è proceduto bene e che si è giunti al 90% del programmato di 210mila tonnellate. Nonostante il periodo di concentrazione, la fabbrica è riuscita a supplire egregiamente al momento critico: «Siamo soddisfatti per le quantità e la qualità del pomodoro le prospettive di mercato sono potenzialmente buone, ma tutto dipende dall’andamento dell’epidemia Covid». Anche alla Manzella di Castelsangiovanni il titolare Giuseppe conferma la buona qualità del prodotto, anche se si auspicavano rese produttive un po’ superiori. La lavorazione di 24mila tonnellate tutte di polpa è avvenuta senza intoppi ed è stato superato felicemente anche il periodo critico a cavallo di Ferragosto. Per la campagna 2020, oltre ai dipendenti fissi sono stati impiegati 45 stagionali.

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«Certo la campagna è stata difficile - commenta il presidente Ainpo Filippo Arata - per la concentrazione dal 10 al 30 di agosto, con qualche temporale che ha reso un po’ difficili le consegne, ma il raccordo con le fabbriche è stato eccellente e le industrie di trasformazione hanno operato al meglio. Il prodotto è buono e speriamo che i risultati siano forieri per il prossimo anno per un buon contratto che tenga conto dei costi sempre più rilevanti per questa produzione». «La remunerazione - ricorda Arata - è al limite dei costi. Ma è fondamentale che la programmazione sia commisurata alle richieste di mercato, perché un suo superamento sarebbe un danno per tutti».

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