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Cronaca Castel San Giovanni

Cane morto in una cascina, condannato un uomo

Il Bovaro del Bernese venne trovato dimagrito, con ferite e piaghe. Comune di Castelsangiovanni e Arca di Noè parti civili. Il giudice derubrica il reato da maltrattamenti ad abbandono. Le difese: non ci sono le prove che sia stato l’imputato

E’ stato condannato a 10mila euro di ammenda per abbandono di animale che ha portato poi alla morte di una cane bovaro bernese nel 2015. L’uomo era accusato di maltrattamento di animali, ma il giudice Ivan Borasi ha derubricato l’accusa in abbandono. Il Comune di Castelsangiovanni, assistito dall’avvocato Graziella Mingardi e l’associazione animalista L’Arca di Noè, difesa da Franco Livera, si erano costituiti parte civile. I due enti hanno chiesto un risarcimento che sarà definito con una causa civile. Livera aveva chiesto il risarcimento per destinare il denaro ai cani bisognosi, abbandonati o maltrattati. A chiedere l’assoluzione, invece, sono stati i difensori dell’uomo, gli avvocati Carlo Bonino e Michela Cucchetti, sostenendo che non c’erano le prove per dimostrare che a far morire il povero cane sia stato l’imputato. Il pm Sara Macchetta aveva chiesto la condanna per maltrattamenti a 5mila euro di multa. Alla richiesta si erano associate reparti civili, sostenendo che quel cane trovato in condizioni misere, con piaghe da decubito, ferite infette e del peso di 25 chili (in media un cane del genere nel pesa 55) fosse stato maltrattato  dall’uomo. Il cane venne trovato morto in una cascina diroccata, all’interno di un recinto, di proprietà dell’uomo. Lo stato di quel cane venne denunciato dall’Arca di Noè e partì l’indagine che si è conclusa oggi con al condanna di primo grado.

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