"Caorsano non stare lì a guardare": in mille in marcia contro il nucleare

Si è svolta a Caorso una manifestazione contro il nucleare. Mille persone hanno percorso il paese al ritmo di: "Caorsano non stare lì a guardare, urla anche tu no al nucleare". Ma Caorso non avrà nessuna nuova centrale

Si è svolta nel pomeriggio di ieri a Caorso la manifestazione antinucleare "Una volte per tutte". I primi manifestanti sono arrivati verso le 14 in piazza della Rocca, luogo di partenza del corteo. Quando la piazza verso le 16 si è riempita, circa 1.000 le persone presenti, la manifestazione pacifica ha avuto inizio.

Una kermesse "surreale", visto il dietrofront dell'esecutivo sull'energia dell'atomo e la certezza che Caorso non ospiterà nessuna nuova centrale. Il percorso, che inizialmente prevedeva l'arrivo al campo sportivo, è stato leggermente modificato. Il 'fiume' di gente è passato in mezzo al paese per giungere sulla Statale, poi in via Orsola, in via Gramsci per arrivare di nuovo in piazza della Rocca. Sia durante il corteo sia alla fine gli organizzatori hanno fatto alcuni interventi sulla politica del nucleare e sul perchè della protesta. Tanti gli slogan urlati per tutto il tempo della manifestazione, uno su tutti: "Caorsano non stare lì a guardare, urla anche tu non al nucleare" oppure "No al nucleare nè a Caorso nè altrove".

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"E' quindi da Caorso che deve partire un netto no al nucleare - avevano scritto gli organizzatori prima della manifestazione -. Nel 25esimo anniversario della catastrofe di Chernobyl, che tanta distruzione e morte ha portato e continua a portare, scendiamo in strada per dimostrare che la nostra vita e quella delle future generazioni non è in vendita! Nessun referendum ci garantirà ciò che la lotta in prima persona può fare (ma con la retromarcia del governo, "per acquisire maggiori evidenze scientifiche", il programma dell'atomo è stato di fatto affossato e non ci sarà nessun referendum, ndr). Ogni referendum recupera, e affossa, le lotte e le contraddizioni esistenti nella società. Scendiamo in piazza per dimostrare che 25 anni di negazionismo della catastrofe, di menzogne sulle conseguenze che sta avendo l’inquinamento radioattivo, di “progetti umanitari” per migliorare la qualità della vita delle popolazioni colpite non hanno raggiunto il loro obiettivo, perchè il “popolo di Chernobyl” sta morendo (tra tumori e malformazioni). Chernobyl non appartiene al passato, Chernobyl è adesso!".

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