Morte del carabiniere a Castelsangiovanni, il camionista condannato a 2 anni e 6 mesi

Lo schianto nel settembre del 2014 durante un inseguimento. Il giudice stabilisce anche il risarcimento per i familiari del militare deceduto e per l’altro militare rimasto ferito

La gazzella sulla quale viaggiavano e Luca Di Pietra

Il giudice Italo Ghitti ha confermato la richiesta del pubblico ministero Antonio Rubino: due anni e sei mesi. E’ stata emessa ieri, 21 novembre, la sentenza nei confronti di Sava Novakov, il camionista moldavo che doveva rispondere di lesioni colpose e omicidio colposo. Il suo camion era parcheggiato, in modo non regolare, vicino a una curva, al polo logistico di Castelsangiovanni. Contro il suo tir, nel settembre del 2014, si schiantò la gazzella dei carabinieri del Radiomobile di Piacenza, che stava inseguendo un’auto di malviventi in fuga ad altissima velocità. Nello terribile impatto, perse la vita il carabiniere Luca Di Pietra, mentre il suo collega Massimo Banci rimase gravemente ferito. Il giudice ha, inoltre, disposto un risarcimento per la compagna di Di Pietra e per le due figlie pari a 150mila euro, 50mila per l’altro carabiniere e 25mila euro per alcuni parenti, tutti costituitisi parti civile.

Ieri mattina, in aula la parola è passata alla difesa. L’avvocato Carlo Malvicini ha chiesto l’assoluzione. Il legale ha messo in evidenza le tante contraddizioni emerse dalle testimonianze e sostenuto che la responsabilità dello schianto è della Gazzella, che aveva invaso la corsia opposta trovandosi poi di fronte il mezzo pesante. Secondo la perizia di parte, inoltre, anche se il camion non fosse stato parcheggiato in quel posto, l’incidente si sarebbe verificato ugualmente perché l’auto a forte velocità - 130 km all’ora - sarebbe finita contro alcuni manufatti in cemento posti dietro il camion. Comunque, dopo le motivazioni della sentenza, Malvicini ha fatto sapere che ricorrerà in appello.

Una tesi, questa, che il pm nella scorsa udienza aveva ribaltato. Se non ci fosse stato il camion l’auto avrebbe proseguito lungo il rettilineo. Come responsabile civile era presente l’assicurazione Unipol, con l’avvocato Dario Mazzoni. Per le parti civili, la compagna di Di Pietra e i due figli minori erano assistititi dall’avvocato Daniele Gardi, mentre Carlo Alberto Caruso ha tutelato il carabiniere Banci.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Frontale a Castellarquato: muore un uomo, altre due persone sono gravissime

  • Scontro Cavanna-Burioni sull’utilizzo della idrossiclorichina per combattere il Covid

  • Travolto da un Tir mentre cammina al buio sul cavalcavia, 24enne in fin di vita

  • Frontale lungo la Provinciale, muore in auto di fianco alla moglie

  • Nuovo Dpcm: Conte ha firmato, che cosa cambia da domani

  • Ha una relazione con l'allieva, lei lo perseguita e lui la denuncia per stalking

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
IlPiacenza è in caricamento