«Carabiniere a terra inerme pestato senza motivo: ha prevalso la logica del branco»

Scontri in via Sant'Antonino. In carcere due degli autori materiali del pestaggio del militare, il terzo uomo sarà arrestato nelle prossime ore. Si tratta di un 23egiziano del Si Cobas che viveva e lavorava in città e di un cuoco torinese attivo negli ambienti No Tav. Piena sinergia tra carabinieri e polizia: «Condotta gravissima caratterizzata da una violenza immotivata e gratuita»

Un momento del pestaggio (Gatti)

"Si sono mossi come professionisti della contrapposizione violenta e in particolare l'egiziano ha posto in essere una condotta gravissima caratterizzata da una violenza immotivata e gratuita verso un uomo che per quanto avesse la divisa era inerme ed è stato colpito per puro odio, una dimostrazione di assenza di freni inibitori di umanità in un contesto e di logica di branco". Questo si legge nell'ordinanza del gip che ha firmato le tre ordinanze cautelari richieste dal sostituto procuratore Roberto Fontana che sta coordinando le indagini, nei confronti di Moustafa Elshennawi (il 23enne egiziano attivo nel sindacato Si Cobas), Giorgio Battagliola, 29enne di Bussoleno (attivo negli ambienti No Tav) e di Lorenzo Canti, un 23enne di Modena residente a Bologna appartenente al collettivo Guernica. Si è costituito nella giornata del 16 febbraio in questura a Bologna con il suo avvocato. Gli è stata notificata l'ordinanza ed è stato arrestato. Sarà condotto alle Novate. Il giovane avrebbe colpito con calci e pugni il carabiniere a terra. 

Lo straniero (che vive e lavora a Piacenza) e l'italiano (cuoco a Bussoleno) si trovano in carcere e sono accusati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate in concorso. L'egiziano avrebbe colpito il brigadiere capo Luca Belvedere (in forze al quinto Battaglione Carabinieri di Bologna) più volte con lo scudo di ordinanza quando già si trovava a terra e accerchiato. Il militare sarebbe stato fatto cadere invece dal Battagliola con uno sgambetto e poi colpito più volte con l'asta di una bandiera. Al pestaggio avrebbero partecipato altre persone che sono tuttora nel mirino dei carabinieri del Nucleo Informativo e dei poliziotti della Digos. 

roberto fontana-2L'egiziano, continua l'ordinanza, "ha agito senza essere in grado di operare alcun bilanciamento tra le pure ipotetiche ragioni della condotta nel volere entrare in una via proibita e l'azione realizzata che risulta incongrua trattandosi di un operatore che stava arretrando, dunque non costituiva nessun ostacolo alla realizzazione dello scopo illecito. Una condotta odiosa che travalica la dinamica di una manifestazione, seppur non autorizzata in quel momento. Gli elementi analizzati hanno messo in evidenza una logica di branco dove non c'era neanche una coerenza con lo scopo perseguito: non c'era bisogno di avventarsi sul militare in quel modo, anche e sopratutto perché era già a terra e nel mirino di altre persone che lo stavano picchiando". Le indagini sono tuttora in corso, e la Procura potrebbe pensare a un giudizio immediato per i tre colpiti dalle ordinanze di custodia cautelare.

Gli inquirenti hanno realizzato un fascicolo completo con tutti i fotogrammi degli scontri estrapolati dai video e dalle fotografie dei media, un lavoro certosino che ha permesso di individuare con ragionevole certezza gli autori del brutale pestaggio, ma gli accertamenti sono ancora in corso: la posizone di circa dieci persone è tuttora al vaglio, ma gli sforzi in questi giorni si sono concentrati nell'individuazione degli autori materiali del gravissimo episodio. Carabinieri e polizia di Piacenza hanno lavorato fianco a fianco dal pomeriggio degli scontri anche con i colleghi di Torino, Bologna e Modena. Il corteo contro l'apertura di CasaPound, organizzato dal collettivo piacentino ControTendenza, aveva visto la partecipazione di circa cinquecento persone tra esponenti di centri sociali del Nord Italia e da una folta rappresentanza del Si Cobas ed era degenerato prima in via Landi e poi definitivamente in via Sant'Antonino. Il comandante provinciale dei carabinieri Corrado Scattarretico e il questore Pietro Ostuni hanno commentato: «Siamo soddisfatti del risultato ottenuto in piena sinergia. Era una cosa che dovevamo fare a tutti i costi».

GUARDA LA VIDEO CRONACA DEGLI SCONTRI

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