Carabinieri arrestati, il gip decide: rimangono tutti in carcere

Operazione Odysséus, per il gip esiste il pericolo di inquinamento delle prove. Arrestato Matteo Giardino (era ai domiciliari) per aver rilasciato un’intervista alla stampa. Torna, invece, libero uno dei carabinieri. Attesa una svolta nell’indagine

Rimangono per ora in carcere i cinque carabinieri della caserma Levante (un sesto è ai domiciliari) arrestati nell'inchiesta della procura di Piacenza. Dopo gli interrogatori di garanzia, il gip Luca Milani ha respinto le istanze di scarcerazione presentate dai difensori di alcuni dei militari finiti in carcere. Il giudice si è anche espresso sulle altre persone destinatarie di misure cautelari come arresti domiciliari, obbligo di firma o di dimora. Intanto, in carcere ci è finito Matteo Giardino, assistito dall’avvocato Daniele Pezza, che era agli arresti domiciliari. Secondo il giudice, l’uomo ha violato gli obblighi dei domiciliari rilasciando un’intervista ad alcuni giornalisti che lo avevano raggiunto a casa sua. Fra le decisioni prese, c’è quella che fa restare in carcere i tre presunti capi dell’organizzazione, secondo la procura, di carabinieri e spacciatori: Daniele Giardino, l’appuntato Giuseppe Montella e Tiziano Gherardi. Per i carabinieri arrestati la Procura ipotizza, a vario titolo, reati come spaccio di sostanze stupefacenti, tortura, falso, peculato, abuso di ufficio, violazione del segreto di ufficio, estorsione e lesioni personali. Il gip ha ritenuto sussistere, per tutti coloro che rimangono in carcere, il pericolo di inquinamento delle prove. Le decisioni arrivano nelle ore in cui sembra che l’inchiesta sia vicina a una svolta, e a un allargamento, che potrebbe coinvolgere altre persone.

E’ stata respinta la richiesta di arresti domiciliari per l’appuntato Giuseppe Montella (difeso dall’avvocato Emanuele Solari), per l’appuntato Angelo Esposito, assistito da Mariapaola Marro (Foro di Milano) e Pierpaolo Rivello (Torino), tra i primi ad essere sentito nei giorni scorsi dai pm Antonio Colonna e Matteo Centini, titolari dell’indagine. Esposito davanti al giudice si era detto «estraneo a tutti i fatti contestati» scoppiando più volte a piangere. «Per il mio assistito - ha spiegato il legale di Esposito, l’avvocato Pierpaolo Rivello - il gip ha detto che potrebbe commettere nuovi reati della stessa indole e che la sua versione dei fatti è completamente diversa rispetto alle dichiarazioni rese da Montella. Io avevo chiesto la revoca della misura o in alternativa la sua sostituzione». Rimane alle Novate anche il carabiniere Daniele Spagnolo; per lui il suo avvocato Francesca Beoni aveva chiesto la remissione in libertà o i domiciliari. Nessun cambiamento anche per l’appuntato Giacomo Falanga, difeso da Daniele Mancini e Paolo Molaschi.

Nessuna modifica per l’ex comandante della Levante, il maresciallo Marco Orlando che rimane ai domiciliari, anche perché il suo legale, Antonio Nicoli, non aveva avanzato richieste al gip. Per quanto riguarda le altre misure, è tornato in libertà l’appuntato Giovanni Lenoci, difeso da Alessandro Zanelli e Filippo Rossi. Il militare - non sarebbe intervenuto a un party a casa di Montella durante il lockdown non sanzionando i presenti - aveva l’obbligo di firma, che gli è stato revocato. Rimane, invece, l’obbligo di firma per l’appuntato Angelo Minniti e quello di dimora per il maggiore Stefano Bezzeccheri. Per quest’ultimo, i suoi difensori, gli avvocati Cosimo Pricolo e Wally Salvagnini, non avevano chiesto modifiche al gip.

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Rimangono, infine, in attesa di una decisione del gip l’appuntato Lorenzo Ferrante, difeso da Carlo Alberto Caruso e il finanziere Marco Marra, assistito da Pietro Roveda (Foro di Lodi); per entrambi era stato disposto l’obbligo di firma. Poche le modifiche anche per il gruppo di “civili” coinvolti nella maxi inchiesta. Daniele e Alex Giardino rimangono in carcere. Così come il terzo dei fratelli, Simone Giardino, difeso da Lorenza Dordoni. Il padre Matteo è invece stato arrestato per aver violato gli obblighi dei domiciliari. Ha, invece, ottenuto il permesso di andare a lavorare Maria Luisa Cattaneo (compagna di Montella) che rimane comunque agli arresti domiciliari. Tutte queste persone sono assistite dall’avvocato Pezza. Respinta, poi, la richiesta di arresti domiciliari per Gherardi, che è difeso dall’avvocato Gloria Zanardi. Ai domiciliari anche Clarissa d’Elia (compagna di Daniele Giardino), assistita dagli avvocati Sara Ceccarelli e Alessandra Leonardi (Foro di Milano). Arresti domiciliari anche per Mattia Valente, difeso da Francesco Gueli. E’ alle Novate, in attesa di una decisione del gip, Megid Seniguer, difeso dall’avvocato Vittorio Antonini che ha chiesto per lui i domiciliari. Stessa sorte, infine, per El Mehdi Ghormy, assistito dall’avvocato Angelo Rovegno.

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