«Perché la Procura di Piacenza non ha coinvolto il Ros nell'indagine sui carabinieri della Levante?»

Caso Levante, interviene la segreteria regionale del Nuovo Sindacato Carabinieri: «Se la sfiducia da parte dell’autorità giudiziaria piacentina si estende anche sull’Arma dei Carabinieri chiederemo la chiusura del comando provinciale di Piacenza»

La Caserma Levante

«La Procura della Repubblica di Piacenza ha espresso una evidente e comprensibile sfiducia nei confronti non solo dell’Arma di Piacenza, ma anche di organi investigativi autonomi e svincolati dalla gerarchia provinciale, ad esempio del R.O.S., a cui avrebbe potuto delegare congiuntamente l’attività indagine perché conoscitore dei meccanismi interni della struttura, delle logiche e delle dinamiche della catena di comando». Lo afferma in una nota ufficiale inviata alla stampa la segreteria regionale Emilia-Romagna del Nuovo Sindacato Carabinieri. 
L'organismo sindacale chiede anche «di poter conoscere se la sfiducia da parte dell’autorità giudiziaria piacentina si estenda anche sull’Arma dei Carabinieri tutta, attesa la totale estromissione di quest’ultima da ogni contesto investigativo che qui interessa. Una tale circostanza, infatti, indurrebbe questo sindacato regionale a chiedere al Comandante Generale di valutare la chiusura del Comando Provinciale di Piacenza e il ripiego dei carabinieri in province dove il rapporto di fiducia e stima reciproche appare ancora saldo e immutato».
Prosegue la nota: «L’Arma non si è mai tirata indietro nel ricercare militari disonesti che, infiltratisi tra le file di chi giornalmente dona il proprio contributo alla sicurezza collettiva, anche a sacrificio della propria vita, hanno leso l’onore e la credibilità dell’Istituzione; siamo consapevoli della necessità di un’inchiesta interna anche per pianificare, si auspica unitamente ai Sindacati, una efficace ed innovativa strategia di contenimento e prevenzione dei fenomeni criminali che molto spesso si nutrono di quel ben noto e distorto “Spirito di Corpo” e si rafforzano in virtù del timore ingenerato dalle responsabilità indirette che si riflettono sulla carriera di chi è preposto al controllo e/o alla vigilanza.
«Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri - continua la nota - ha rinnovato, con sorprendente efficienza e rapidità, i volti dei vertici di Comando Provinciale di Piacenza, a dimostrazione di quella che si è presumibilmente rilevata, a nostro avviso, un atto di totale sfiducia e insanabile punto di rottura da parte della Procura della Repubblica del luogo. Per quanto addotto, senza timori di smentita alcuna, si chiede pertanto al Ministro della Difesa e al Ministro della Giustizia di verificare se i rimedi, le soluzioni e i provvedimenti adottati in prime cure dal Comando Generale, cioè la sola sostituzione dei vertici locali della catena di comando e la sospensione (obbligatoria) dei militari cautelati dall’autorità giudiziaria, siano concretamente la sola risposta da ritenersi adeguata e, sufficiente, per ristabilire quel rapporto fiduciario e di credibilità, ora e per il futuro, che ci si augura sia ancora lungo e proficuo per l’Arma e che non dovrebbe invero mai mancare tra l’Autorità Giudiziaria e le Forze di Polizia».

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